Tutto il fascino del Giappone in mostra a Milano

7 ottobre 2019


L’incontro e gli scambi culturali tra il Paese del Sol Levante e il vecchio continente sono al centro di Oriente Mudec, il progetto che il Museo delle Culture di Milano ha deciso di presentare in questo autunno 2019. Ecco allora che il Giapponismo (già protagonista in questi giorni nelle sale di Palazzo Roverella a Rovigo) diventa il fulcro della mostra Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone, in calendario fino al 2 febbraio 2020.

L’esposizione illustra lo sviluppo di quel gusto ispirato alle tradizioni nipponiche che influenzò la cultura artistica occidentale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Per farlo, ricorre a un’ampia selezione di oltre 170 opere, tra cui dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e libri provenienti da musei e collezioni private. In particolare la mostra si focalizza sui principali artisti italiani ed europei che subirono l’incanto del Giapponismo, riunendo alcuni dei loro capolavori: da De Nittis a Rodin, da Chini a Induno, da van Gogh a Gauguin, da Toulouse-Lautrec a Monet.

Ma non solo. Al Mudec di Milano va in scena anche una serie di opere giapponesi realizzate nel periodo compreso tra il 1890 e il 1930: lo scopo, in questo caso, è testimoniare come anche il Giappone stesso abbia subito in qualche modo il fascino dell’Europa.

Il percorso espositivo include anche una raccolta di costumi originali ‒ in prestito dagli archivi storici del Teatro alla Scala ‒ indossati dalle cantanti liriche durante le loro interpretazioni di Madama Butterfly, dal 1925 al 1986.

[Immagine in apertura: Gerolamo Induno, La giapponesina, 1880-1885, collezione privata. Crediti fotografici: courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano]