Un viaggio nella storia alla scoperta di veleni e pozioni magiche

12 ottobre 2019


Forse molti di noi non lo sanno, ma già nel Paleolitico il mal di denti veniva curato con la propoli. L’utilizzo dell’oppio nell’Europa continentale, invece, risale al Neolitico, mentre le possessioni demoniache imputate alle cosiddette streghe di età medievale-moderna erano probabilmente causate da un’intossicazione da Claviceps purpurea, un fungo con effetti allucinogeni che infestava la segale. È un viaggio nel tempo a cavallo tra leggende, tradizioni e medicamenti primordiali quello che dal 19 ottobre al 2 febbraio andrà il scena al Museo Nazionale Atestino di Este, in provincia di Padova, nell’ambito della mostra Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti.

Un percorso messo a punto da Federica Gonzato e Chiara Beatrice Vicentini, che hanno chiarito gli intenti della mostra: “Il nostro obiettivo è proporre al pubblico prospettive e approcci diversi all’affascinante mondo dei veleni e della storia della farmacopea, in riferimento alle varie epoche storiche, dall’antichità, lungo il Medioevo e il Rinascimento fino all’età odierna, ricostruendo il percorso di questo fondamentale aspetto della vita sociale attraverso le fonti scritte, la arti visive, fonti classiche e letteratura moderna”.

Ecco allora che una serie di antichi reperti archeologici trova spazio accanto alle storiche confezioni di veleni e farmaci. E poi ancora importanti dipinti con immagini di magie, manoscritti che trattano di alchimia e un’intera sezione con materiali provenienti dal Giappone, che raccontano una storia avvenuta a migliaia e migliaia di chilometri di distanza, ma – in un certo senso – analoga a quella europea.

[Immagine in apertura: Testa di Medusa, produzione di epoca romana, Museo Nazionale Atestino, Este (PD)]


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