I maestri del futurismo si danno appuntamento a Pisa

8 ottobre 2019


Sono trascorsi 110 anni dalla pubblicazione del Manifesto di fondazione del futurismo. Apparso su Le Figaro e scritto da Filippo Tommaso Marinetti, introdusse nel contesto culturale dell’epoca la forza dirompente delle parole del poeta e drammaturgo italiano. Più di un secolo dopo, è proprio quella tipologia di documenti a ispirare la mostra Futurismo, che nelle sale di Palazzo Blu, a Pisa, chiama a raccolta gli artisti visivi che aderirono alla corrente, firmando quello e i successivi manifesti.

A partire dall’11 ottobre, la rassegna pisana curata da Ada Masoero riunisce oltre cento opere, tra dipinti concessi da musei o collezionisti privati, disegni, progetti e oggetti d’arte, eseguiti da quei maestri del futurismo che riuscirono a restituire con pienezza, e senza tradirle, le posizioni teoriche di quella cruciale esperienza artistica. Agli esordi divisionisti dei futuristi Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini è affidata l’apertura del percorso espositivo, che si sofferma sui singoli manifesti, diffusi negli anni successivi, attraverso sezioni specifiche.

Tale criterio consente di cogliere come dalla poesia alla pittura, dalla scultura all’architettura, dalla danza al teatro, dalle arti decorative alla grafica, fino alla pubblicità, il ricorso a pratiche di comunicazione di grande impatto abbia affiancato l’intera stagione futurista. Lo testimoniano, tra gli altri esempi, il Manifesto della scultura futurista del 1912, di cui fu autore Boccioni, il Manifesto tecnico della letteratura futurista scritto lo stesso anno da F.T. Marinetti, il testo L’architettura futurista del 1914, redatto da Antonio Sant’Elia e, ancora, la Ricostruzione futurista dell’universo del 1915, opera di Giacomo Balla e Fortunato Depero.

Accanto alle opere esposte, provenienti anche dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dal Museo del Novecento e dalla GAM di Milano e dal Mart di Rovereto, i visitatori avranno l’opportunità di leggere alcune citazioni tratte da questi manifesti. Sono state inserite alla scopo di restituire in profondità il pensiero critico che ha ispirato i lavori selezionati. Visitabile fino al 9 Febbraio 2020, Futurismo è accompagnata da un catalogo edito da Skira Editore.

[Immagine in apertura: Giacomo Balla, Forme Grido Viva l’Italia, 1915. Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Roma, Italia © Giacomo Balla, by SIAE 2019]


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