Asta record per il murale di Keith Haring

19 novembre 2019


Lo scorso 13 novembre, a New York, durante la vendita denominata Post-War & Contemporary Art da Bonhams è stato battuto all’asta The Grace House Mural, il monumentale murale che Keith Haring realizzò intorno al 1983-1984. L’opera, eseguita nel vano scala di un ex convento, sede della Catholic Youth Organization di Manhattan noto con l’appellativo Grace House, è stata scrupolosamente staccata dalle pareti per poter procedere all’asta. Un’operazione delicatissima, che ha richiesto due anni di analisi, prove e interventi, al termine della quale sono state ottenute tredici distinte porzioni.

UN TESORO NASCOSTO FIRMATO HARING

Haring, scomparso nel 1990 all’età di 38 anni, aveva lavorato al murale dopo aver stretto amicizia con Benny Soto e David Almodovar, membri dell’organizzazione di base nello stabile. Le cronache dell’epoca raccontano che l’artista accettò il loro invito e lavorò all’interno di Grace House con grande spontaneità. Il murale, infatti, sarebbe stato completato senza la preventiva elaborazione di uno schizzo, nell’arco di qualche ora.

Dal pianerottolo fino al terzo piano dell’edificio, le dinamiche figure immediatamente associabili al lessico di Haring accompagnavano la salita e la discesa, gradino dopo gradino. All’asta l’opera è stata aggiudicata per poco più di 3.8 milioni di dollari. Nell’arco della sua carriera, Haring ha realizzato varie opere a favore di enti di beneficenza, ospedali, asili nido e orfanotrofi: proprio come in questo caso. In Italia, a Pisa, esattamente trent’anni fa, firmò la celeberrima Tuttomondo, alla quale è dedicato un libro, destinato ai piccoli lettori, di recente pubblicazione.

[Immagine in apertura: Keith Haring, Untitled (The Church of the Ascension Grace House Mural), 1983-1984 circa (detail), oil-based house paint on cement wall, image credit Bonhams]