Essere Audrey Hepburn: una mostra ad Amsterdam

27 novembre 2019


È una mostra toccante e poetica a ricordare, a 90 anni esatti dalla sua nascita, la leggendaria Audrey Hepburn. Prodotta e diretta dal figlio della carismatica attrice, Sean Hepburn Ferrer, e allestita al Beurs van Berlage di Amsterdam, Intimate Audrey racconta la donna, la moglie, la madre, l’ambasciatrice UNESCO. Un ritratto oltre il mito e le luci della ribalta, da scoprire fino al 31 gennaio 2020.

Negli oltre 600 metri quadrati del progetto espositivo, i visitatori possono ripercorrere l’intera parabola umana di un’artista entrata nel cuore di più generazioni grazie al suo talento, allo charme, alla naturale raffinatezza. Lungo il percorso, concepito “su misura” per adattarsi, capitolo dopo capitolo, alle diverse fasi della sua esistenza, si susseguono centinaia di fotografie originali e ristampate, memorabilia, abiti e accessori, i suoi disegni di moda e una selezione di scritti mai mostrati prima.

NON SOLO ATTRICE

Significativa anche la presenza dei video, che accompagnano l’itinerario offrendo toccanti approfondimenti in ciascuna sezione. Originaria del Belgio – non a caso, proprio a Bruxelles, ha debuttato la mostra nei mesi scorsi –, Audrey Hepburn aveva origini anche fiamminghe; trascorse parte della sua infanzia nei Paesi Bassi, prima di trasferirsi a Londra alla fine della guerra. Tuttavia il legame con quella terra restò forte per tutta la sua esistenza e fu assolutamente corrisposto, come testimonia, ad esempio, la scelta della compagnia aerea di bandiera dei Paesi Bassi di ribattezzare uno dei velivoli della propria flotta con il nome dell’attrice.

La mostra ricostruisce la carriera professionale di Hepburn: dagli esordi come ballerina, documentati anche dalla presenza delle sue iconiche scarpette da ballo, fino all’ascesa nel mondo del cinema, con la definitiva consacrazione datata 1954, quando le fu attribuito l’Oscar alla miglior attrice. Tra amori, amicizie e figli, questo “viaggio” non può che concludersi con la causa alla quale si dedicò intensamente negli ultimi cinque anni, da lei stessa descritta come la più importante. Sul finire degli anni Ottanta fu infatti nominata ambasciatrice dell’UNICEF e per il suo contributo a favore, in particolare, dei bambini dell’Africa le venne conferito l’Oscar Premio umanitario Jean Hersholt nel 1993, anno della sua scomparsa.

[Immagine in apertura: Photographer unknown, Portrait of Audrey Hepburn in Grenoble, 1968, c-print, copyright Audrey Hepburn Family Archive]