Giacometti e il Marchese de Sade in un confronto inedito a Parigi

30 novembre 2019


Nel 1933 Alberto Giacometti scrisse ad André Breton: “Ieri ho letto Sade, sono davvero interessato ai suoi scritti”. Ruota intorno a questa semplice quanto cruciale dichiarazione la mostra in corso fino al prossimo 9 febbraio a Parigi. Stiamo parlando di Cruels Objets of Desire, un inedito vis-à-vis tra lo scultore svizzero e il “Divin marchese” ‒ autore di classici della letteratura erotica, simbolo di libertinismo e fonte di ispirazione per molti intellettuali nei secoli a venire.

TRA SCULTURE E DOCUMENTI

Ospitato nelle sale dell’Institut Giacometti della capitale francese, il progetto alza il sipario sull’interesse dimostrato da Giacometti verso le tematiche affrontate da Sade nei suoi testi, portando sotto i riflettori una selezione di oltre quaranta lavori realizzati dal 1929 al 1934 – anni in cui l’artista si avvicinò al movimento surrealista.

Le sculture e i disegni qui proposti racchiudono l’attenzione verso i temi dell’inconscio, del sogno e della sessualità – territori abbondantemente sondati negli scritti di Sade, e qui presi come ispirazione per opere quali Uomo e donna, del 1928-29, o Gabbia, del 1933. A concludere l’itinerario, curato da Christian Alandete e Serena Bucalo-Mussely, anche una serie di taccuini personali dell’artista ‒ dove l’omaggio al Marchese diventa ancora più esplicito ‒, e un video di Estefania Peñafiel Loaiza: una rivisitazione contemporanea del celebre film surrealista Un cane andaluso, prodotto e interpretato nel 1929 da Luis Buñuel e Salvador Dalí.

[Immagine in apertura: Alberto Giacometti, Femme couchee qui reve, 1929 © Succession Alberto Giacometti Fondation Giacometti Paris + Adagp Paris 2019]