I paesaggi del Nord Europa nella pittura di Konrad Mägi

28 Novembre 2019


Prima o poi bisogna andare a vedere il mondo, anche a costo della vita, perché non fa differenza come uno muore e dove muore”. Lo spirito romantico e avventuriero di Konrad Mägi potrebbe riassumersi tutto in questa sua dichiarazione: un omaggio sotteso al paesaggio – fil rouge costante dei suoi dipinti. Eccentrico sognatore e utopista, il pittore estone – tra i più riconosciuti in patria – è protagonista di un’ampia retrospettiva, pronta a far luce sulla sua carriera a partire dal 30 novembre, e fino all’8 marzo, nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino.

Curata da Eero Epner, Konrad Mägi. La luce del Nord si presenta come una corposa indagine sul lavoro dell’artista, proposto al pubblico italiano attraverso una selezione di oltre cinquanta capolavori provenienti in larga misura dal Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia e dal Museo d’Arte di Tartu.

TRA LAGHI E CIELI DEL NORD

Allestite in un percorso espositivo progettato da Tõnis Saadoja e Kätlin Tischler, le opere spaziano tra paesaggi, disegni e ritratti di persone, riproponendo – per la prima volta in maniera così ragionata in Europa – i temi prediletti dall’artista, nome di riferimento della pittura estone di fine Ottocento. A impreziosire la lunga sequenza di visioni naturistiche anche la proiezione di un film-documentario appositamente realizzato da Marianne Kõrver, con un focus particolare sull’anima visionaria dell’artista, raccontata attraverso le parole di scrittori, storici dell’arte e studiosi estoni.

[Immagine in apertura: Konrad Mägi, Cavoli marini, 1913-1914, olio su tela. Museo nazionale d’arte, Estonia]