Dopo il sisma, il Rinascimento marchigiano è (anche) nel segno dell’arte

21 novembre 2019


Sono trascorsi tre anni da quando il Centro Italia veniva colpito da una drammatica serie di scosse sismiche. Nel “cratere del terremoto” rientrava anche il territorio delle Marche, che al pari delle regioni confinanti subì danni al patrimonio architettonico e artistico. Attraverso la convenzione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, nel 2017 ha preso avvio una campagna di recupero delle opere d’arte danneggiate. Gli esiti vengono svelati in occasione della mostra in apertura questo fine settimana al Forte Malatesta di Ascoli Piceno.

Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma riunisce 37 delle opere al centro di quel piano. Come ha precisato Stefano Papetti, che con Pierluigi Moriconi ha curato il progetto espositivo, si tratta di lavori che “vanno dal ‘400 al ‘700“, alcuni “dall’alto valore devozionale“, altri estremamente rilevanti dal punto di vista storico-artistico.

UNA MOSTRA, TRE SEDI

Una selezione, dunque, dalla “duplice anima”, che include opere di autori come Jacobello del Fiore, presente con la serie delle Scene della vita di Santa Lucia, Vittore Crivelli, con la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti, Cola dell’Amatrice, Giovanni Baglione e Giovanni Serodine. È inoltre importante sottolineare come le operazioni di restauro, condotte da tecnici marchigiani e in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza, abbiano contribuito non solo alla salvaguardia di tale “patrimonio a rischio”. In molti casi, infatti, l’azione di studio e ricerca ha condotto a nuove attribuzioni e all’acquisizione di informazioni inedite sulla tecnica pittorica e sui materiali usati dagli artisti: tutti dati scrupolosamente documentati dal catalogo associato all’appuntamento.

Terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate saranno collocate in 8 depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico“, ha anticipato Pierluigi Moriconi, sottolineando la natura itinerante dell’evento espositivo. Dopo Ascoli Piceno, dove sarà visitabile fino al 2 febbraio prossimo, la rassegna verrà infatti allestita a Roma – al Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, dal 18 febbraio al 5 luglio 2020 –, per poi raggiungere il Palazzo del Duca di Senigallia, dal 23 luglio al 3 novembre 2020.

[Immagine in apertura: Jacobello del Fiore, Scene della vita di Santa Lucia – Lucia riceve l’Eucarestia, 1410 ca. tempera e doratura su tavola cm 60 x 80. Pinacoteca Civica, Palazzo dei Priori Fermo]