Tato, l’artista che inventò l’aeropittura

23 novembre 2019


Il padre dell’aeropittura, Guglielmo Sansoni, in arte Tato, è al centro del progetto espositivo appena inaugurato e aperto fino al 6 dicembre a Roma, alla Camera dei Deputati, Palazzo Valdina, a cura di Salvatore Ventura su progetto e coordinamento curatoriale di Cornelia Bujin.

Si tratta di Tato futurista. Inventore dell’aereopittura, un tributo a questo artista originario di Bologna che ha segnato l’epoca del secondo Futurismo, risalente agli anni Venti del Novecento, a un secolo dall’incontro con Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del famoso movimento artistico incentrato sulla velocità.

LA MOSTRA

A omaggiare Tato un ventaglio di circa ventisei opere tra oli su tela, tempere su carta, dipinti su ceramica e foto originali di quegli anni, focalizzati sulla visione emozionale del paesaggio italiano, visto da nuovi punti di vista come gli aerei in volo. L’aeropittura, legata a immagini di aeroplani e di velocità in alta quota, propone infatti un orizzonte figurativo dove i luoghi e i paesaggi italiani sono realizzati utilizzando principalmente la prospettiva aerea.

Da opere come Sorvolando in spirale il Colosseo (Spiralata) del 1930 esposta al Guggenheim Museum di New York nel 2014 in occasione della mostra ItalianFuturism, 1909–1944: Reconstructing the Universe, ad altrettanti lavori del 1930 come Aeroplani + Metropoli, Paesaggio in velocità – scivolamento d’ala, Sport, Avvitamento, fino ad arrivare, a ritroso, a un capolavoro come Alba futurista del 1926, la mostra evidenzia il ruolo primario del dinamismo delle evoluzioni aeree e dello stupore generato dalla visione dello spazio urbano e della terra dall’alto.

[Immagine in apertura: Tato, Sensazioni di volo terzo tempo, 1929, olio su tela, 54,5 x 60 cm]