La relazione tra acqua e tempo alla Biennale di Architettura di Pisa

21 novembre 2019


Analizzare le sfide del nostro tempo e le dinamiche contemporanee di progetto chiamando a raccolta, a Pisa, autorevoli voci del settore architettura: c’è anche questo tra gli obiettivi della terza edizione della Biennale di Pisa, la rassegna dalla vocazione internazionale che ha aperto i battenti il 21 novembre. Nella città d’arte toscana, sono gli Arsenali Repubblicani a fare da cornice al multiforme progetto, ritmato — fino al 1° dicembre prossimo — da lecture, dibattiti, workshop e appuntamenti anche a carattere espositivo.

ALFONSO FEMIA DIRIGE LA BIENNALE DI PISA

Scelto come direttore artistico da LP Laboratorio Permanente per la Città — soggetto promotore dell’iniziativa —, l’architetto Alfonso Femia ha scelto di legare questa edizione della Biennale pisana al tema Tempodacqua. Un filone di indagine e analisi quanto mai urgente, anche in considerazione delle recenti calamità che si sono abbattute sul nostro Paese. Come devono agire i professionisti del settore architettura dinanzi alla pressioni esercitate dal cambiamento climatico? Quali soluzioni dovranno essere adottate anche nel fronte della pianificazione del territorio? Sia l’eccesso che la scarsità o assenza dell’acqua, infatti, incidono sull’ambiente in cui l’uomo vive e opera.

All’appuntamento si lega il Premio Biennale di Pisa, assegnato al progettista che avrà dimostrato attraverso la propria opera “un’originale e significativa interpretazione del tema Tempodacqua“. Composta dallo stesso Femia e da altri professionisti del settore, tra cui Massimo Pica Ciamarra, Ico Migliore e Luca Molinari, la giuria conferirà il riconoscimento il prossimo 27 novembre, dopo la conferenza dell’artista Fabrizio Plessi. La rosa dei finalisti è composta da Carla Juacaba, Vincent Parreira, Junia Ishigami, Valerio Barberis, Anna Heringer, Javier Corvalan e Vector Architects.

[Immagine in apertura: Tempodacqua agli Arsenali Repubblicani di Pisa. Photo © S. Anzini]