Il design dopo la caduta del Muro di Berlino

3 novembre 2019


Dalla crescente consapevolezza rispetto ai temi della sostenibilità ambientale fino agli sconvolgimenti sociali determinati dalla commercializzazione attraverso Internet: sebbene siano trascorsi solo tre decenni dalla caduta del Muro di Berlino, avvenuta nel 1989, si è trattato di un periodo di radicali stravolgimenti sul fronte del design. Tante e così rilevanti si sono rivelate le novità del settore da ispirare il nuovo progetto espositivo del Vitra Design Museum di Weil am Rhein, in Germania.

La mostra After the Wall: Design since 1989, compresa nelle celebrazioni per il trentesimo anniversario del museo, si focalizzata sulla collezione del Vitra Design Museum degli ultimi 30 anni e solleva quesiti di più ampio respiro, oltre il tema che le è proprio: dal ruolo del design nella storia contemporanea fino al crescente rilievo del comportamento dei consumatori. Questa analisi viene avanzata affiancando oggetti ed esempi di graphic design di alcuni dei più importanti designer e rivenditori di mobili, tra cui Jasper Morrison, Philippe Starck, Hella Jongerius, Muji e IKEA, con le opere di designer emergenti, queste ultime proposte per tracciare ipotesi sul futuro verso sui tendiamo.

30 ANNI DOPO LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Il percorso espositivo offre una ricognizione sui tre decenni presi in esame, a partire dall’imprescindibile passaggio dall’esuberanza postmoderna che contraddistinse il design in Occidente, negli anni Ottanta, fino all’affermazione della semplicità e del minimalismo nei Novanta. Tuttavia si trattò di un periodo in cui non mancarono progetti dotati di sottile ironia, come testimonia il percorso della Droog, fondata nel 1993, e durante il quale il nome del colosso svedese IKEA divenne progressivamente familiare.

Un ulteriore territorio esplorato dalla mostra è quello legato all’avvento della progettazione e della produzione assistite dal computer, che ha finito per influenzare anche la forma degli oggetti di uso quotidiano. Un’innovazione alla quale, dagli anni Duemila in poi, si è accompagnato il debutto della “fabbricazione digitale” attraverso la stampa 3D, che ha permesso di estendere e velocizzare la prototipazione, aprendo le porte a nuove forme di produzione in serie. Quale sarà la “next big thing”? Sembra essere questa la domanda aperta lanciata da After the Wall: Design since 1989, visitabile fino al 23 febbraio 2020.

[Immagine in apertura: After the Wall: Design since 1989, installation view © Vitra Design Museum. Photo Lucia Hunziker ]


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