Arte contemporanea e archeologia al Museo Salinas di Palermo

2 dicembre 2019


È una relazione “non facile, né confortevole” quella in essere tra le opere contemporanee e le testimonianze archeologiche delle generazioni che ci hanno preceduto. A ricordarlo è Helga Marsala che con Caterina Greco, direttrice del Museo Archeologico Salinas di Palermo, ha curato la mostra Quando le statue sognano, appena inaugurata nella più antica istituzione museale siciliana. Pur nella sua complessità, il rapporto preso in esame da questo progetto espositivo – strutturato in due capitoli, il primo dei quali visitabile fino al 29 marzo prossimo –, è sempre meritevole di essere analizzato, consapevoli della sua peculiare capacità di attivare narrazioni inedite, enigmatiche, spiazzanti.

Quando le statue sognano. Frammenti da un museo in transito conduce i visitatori in un’ala dell’edificio museale, sottoposto a lavori di riallestimento, per la prima volta aperta al pubblico e alla fruizione espositiva in questa occasione. Dai depositi riaffiorano per mostrarsi al pubblico opere selezionate o riscoperte dal duo curatoriale; tra queste, alcune vengono svelate in quella che sarà la loro definitiva collocazione nel rinnovato Museo Salinas. È il caso della Menade Farnese, da ammirare nella Stanza del Mosaico, dell’Ariete bronzeo da Siracusa, donato al museo da re Vittorio Emanuele II ed esposto nel prolungamento della Sala Ipostila. Per altre opere, come le teste votive di Cales, la mostra costituisce il debutto espositivo.

TRA PASSATO E PRESENTE

Per dialogare con questo patrimonio ereditato dal passato sono stati scelti i lavori degli artisti contemporanei Alessandro Roma, 108/Guido Bisagni e Fabio Sandri. Sulla scia di scenari e intrecci tematici, “abbiamo offerto agli artisti, che si sono cimentati in questa esplorazione carica di possibilità e di rischi, la libertà di sperimentare il proprio punto di vista. Di più: di trovare una risposta a domande ancora non formulate. Ne è scaturito uno sguardo limpido e originale, che squarcia il velo dell’apparenza e della consuetudine“, ha dichiarato la direttrice Greco.

La mostra, inoltre, include un incipit assegnato agli scatti in cui il fotografo palermitano Ferdinando Scianna immortalò, nel 1984, Jorge Luis Borges, anziano e già cieco, tra le sale del Museo Salinas. Parallelamente è stato promosso il programma Interludi, che prende il via con la fotografa siciliana Roselena Ramistella e la sua serie Ritratto di famiglia, della quale sono protagonisti i lavoratori del Salinas.

[Immagine in apertura: Alessandro Roma, Drawing I, II, III, 2018, candeggina su cotone, in dialogo con Eracle e la cerva Cerinite, fine I sec. a. C. – I sec. d. C., Ex voto di terracotta da Cales, IV-II sec. d. C. e pareti dipinte con festoni e maschere dionisiache in II stile pompeiano, prima metà I sec. a. C. Mostra Quando le statue sognano. Frammenti di un museo in transito, 2019. Installation view at Museo Salinas, Palermo. Photo Courtesy Museo Salinas]


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