Disincanto e incertezza: l’arte svizzera protagonista a Berna

10 dicembre 2019


È una mostra basata su un solido impianto concettuale quella in apertura, il prossimo 13 dicembre, al Kunstmuseum Bern, in Svizzera. Prendendo in esame un arco temporale circoscritto, ovvero il periodo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, Things Fall Apart. Swiss Art from Böcklin to Vallotton indaga il complesso tema della “decentralizzazione dell’uomo” così come affrontato degli artisti svizzeri.

Gli stati d’animo che attraversarono quella stagione, in bilico tra incertezza e disincanto, furono in larga parte influenzati dall’idea che l’uomo non rappresentasse più il centro dell’universo e non fosse in grado di governare né sulla natura né su se stesso. Posizioni che si rintracciano nelle opere di Ferdinand Hodler, Arnold Bàcklin, Félix Vallotton e Alexandre Calame, così come nei lavori di artiste fin qui meno conosciute, tra cui Annie Stebler-Hopf e Clara von Rappard, anch’esse in mostra.

ARTE, UOMINI E STRAVOLGIMENTI STORICI

Visitabile fino al 20 settembre 2020, la mostra attinge il proprio titolo dalla produzione letteraria di William Butler Yeats. Sulla scia del primo conflitto mondiale, della rivoluzione russa e delle turbolenze politiche nella sua patria, l’Irlanda, il poeta provava a catturare lo stato di ansia che contraddistingueva la sua epoca, dovuto non solo agli stravolgimenti e ai disordini politici e sociali. La diffusione delle teorie di Freud, preceduta dalla “scoperta” dell’inconscio, contribuirono a minare l’idea degli esseri umani come “padroni” del proprio destino. Con evidenti riflessi anche in campo artistico e in Svizzera.

Il percorso di visita, che si snoda tra dodici sezioni tematiche, documenta come i soggetti umani sono stati raccontati e rappresentati a cavallo tra i due secoli. La dimensione del sogno, del pensiero latente, ma anche le paure indicibili e le ossessioni si insinuano nelle raffigurazioni degli artisti svizzeri scelti per questo progetto espositivo. Gli uomini e le donne che popolano le opere esposte appaiono addormentati, malati, in stato di ubriachezza o in balia dei desideri e degli istinti. Parallelamente cambia anche il modo di restituire l’ambiente circostante, con le raffigurazioni romantiche, pittoresche e idilliache della Natura che mutano a favore di forme di denuncia della sua impenetrabilità, della sua desolazione, delle insidie in essa nascoste. Un panorama complesso, dal quale possono però emergere anche spunti di riflessione sulla condizione umana contemporanea.

[Immagine in apertura: Frank Buchser, Flutumfangen, 1876 Öl auf Leinwand 69,2 x 102,1 cm. Kunstmuseum Bern, Bernische Kunstgesellschaft ]