Dopo Caravaggio: il Seicento napoletano rivive a Prato

15 dicembre 2019


Tra le collezioni conservate all’interno del Museo di Palazzo Pretorio di Prato, allestito in un edificio che può vantare oltre settecento anni di storia, di particolare rilievo è quella relativa al Seicento napoletano. Le opere appartenenti a questa raccolta vengono poste in dialogo con i più importanti dipinti del medesimo periodo appartenenti alla Fondazione De Vito: l’occasione è la grande mostra visitabile nella città toscana fino al 13 aprile prossimo.

Intitolato Dopo Caravaggio. Il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito, il progetto espositivo analizza l’influenza di Michelangelo Merisi sugli artisti attivi nella città partenopea nel XVII secolo, dimostrando punti di contatto e distanze rispetto al percorso del rivoluzionario pittore lombardo.

NEL SEGNO DI CARAVAGGIO

Curata da Rita Iacopino e Nadia Bastogi, la mostra punta dunque l’attenzione su due collezioni diverse per tempi e modalità di formazione, ma entrambe testimoni del profondo interesse verso la pittura napoletana del dopo Caravaggio. Consente, inoltre, di avvicinarsi al patrimonio della raccolta della Fondazione De Vito, la cui costituzione si deve a Giuseppe De Vito. Originario di Portici e scomparso a Firenze, quattro anni fa, fu conoscitore, studioso, collezionista del Seicento napoletano, nonché fondatore del periodico Ricerche sul ‘600 napoletano.

Il percorso espositivo segue un criterio cronologico e mette a confronto le due collezioni secondo quattro distinti nuclei tematici, tre dei quali associati ad altrettanti artisti: da Giovanni Battista Caracciolo a Jusepe de Ribera, fino a Mattia Preti e al panorama della seconda metà del secolo preso in esame. A intervallare questo itinerario è la sezione riservata alle opere aventi come protagoniste le donne. L’attenzione si concentra infatti su diverse figure femminili, tra cui sante e martiri come Caterina, Orsola, Lucia, Agata, ricorrenti nella pittura napoletana seicentesca.

[Immagine in apertura: Mattia Preti, Ripudio di Agar, 1635-1640 ca., olio su tela, 185 x 280 cm. Collezione Museo di Palazzo Pretorio, Prato]


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