Da Pompei a Modena. Le rovine del passato negli scatti di Kenro Izu

10 dicembre 2019


Non è la prima volta in cui Kenro Izu, maestro della fotografia, decide di puntare il suo obiettivo verso le rovine del passato. Era già successo con i siti archeologici della Cambogia e dell’Egitto, oltre che dell’Indonesia, dell’India e non ultimo della Siria. A catturare questa volta lo sguardo dell’artista giapponese è Pompei, raccontata all’interno di un progetto tutto in omaggio ai resti dell’antico parco alle pendici del Vesuvio.

Stiamo parlando di Requiem for Pompei: una selezione di cinquantacinque immagini inedite esposte fino al 13 aprile 2020 nelle sale di MATA ‒ Ex Manifattura Tabacchi, sede esterna della Fondazione Modena Arti Visive.

TRA FOTOGRAFIE E CALCHI

Curata da Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, la mostra è una riflessione sulla fragilità della condizione umana, offrendo al pubblico immagini in bianco e nero di grande impatto: ognuna delle foto esposte ritrae scorci diversi del sito pompeiano. Tra rovine, busti e colonne greco-romane, spiccano tuttavia le sagome umane di coloro che, in seguito all’eruzione del 79 d.C., persero la vita cedendo di fronte alla potenza della natura.

I corpi di quelle persone vengono oggi evocati da Kenro Izu attraverso una serie di copie dei calchi originali, collocati tra le rovine e immortalati con tutta la loro carica drammatica. Donate dall’artista alla Fondazione di Modena, le immagini sono qui accompagnate da alcuni tra quegli stessi calchi, presi in prestito dal Parco Archeologico di Pompei ‒ co-organizzatore dell’evento e prossima sede che ospiterà il progetto dopo la tappa emiliana. Un omaggio alle vittime di quell’antica tragedia, e una riflessione sull’impotenza dell’essere umano di fronte alla forza incontrollata della natura.

[Immagine in apertura: Kenro Izu, Pompei, Casa del Menandro, 2016. Stampa inkjet, 61 x 76 cm © Kenro Izu. Courtesy Fondazione di Modena ‒ Fondazione Modena Arti Visive]