Un capolavoro di Rembrandt, da San Pietroburgo a Parma

8 dicembre 2019


Parma si prepara a diventare Capitale Italiana della Cultura 2020. Nell’attesa di salire sul trono l’11 gennaio – giorno di inaugurazione del programma ufficiale – un nuovo immancabile evento ha già esordito in uno degli spazi più prestigiosi della cultura locale: la Galleria Nazionale, parte del Complesso Monumentale della Pilotta.

Dopo l’omaggio dedicato a Leonardo da Vinci con l’esposizione della Scapiliata, in occasione dei cinquecento anni della morte del genio toscano, l’istituzione emiliana sarà infatti impegnata fino al prossimo 26 gennaio in uno straordinario tributo a Rembrandt, ricordato nei trecentocinquanta anni dalla scomparsa. Succede con Un Rembrandt dall’Ermitage 1669 – 2019: 350 anni dalla morte del maestro, il nuovo progetto espositivo interamente dedicato all’Adorazione dei Magi, il dipinto del 1632 arrivato in prestito dal Museo statale Ermitage di San Pietroburgo.

IL DIPINTO

Posta al centro di un percorso espositivo interamente dedicato, la tela viene qui esaltata per la sua componente tecnica e formale: eseguita dal fiammingo nel periodo successivo all’apprendistato dal pittore Pieter Lastman, l’opera si lascia ammirare per l’inedito uso scenografico della luce.

Eseguito in grisaille – una tecnica di chiaroscuro quasi priva di colore – l’opera è collocata in modo da presentare analogie e differenze con gli altri capolavori nelle collezioni del Complesso della Pilotta, soprattutto in merito all’interpretazione dell’iconografia cattolica. Nonostante l’educazione protestante, Rembrandt fu infatti sempre in bilico tra fermenti riformatori e cattolicesimo romano. Una tensione mistica nota e ben evidente in questo lavoro, esempio nobile di pathos e trasporto spirituale.

[Immagine in apertura: Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Adorazione dei Magi, 1632. Olio su carta incollato su tela, 45 x 39 cm. Courtesy Museo dell’Hermitage, San Pietroburgo, dettaglio]


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