La storia segreta degli oggetti quotidiani, al Vitra Design Museum

7 dicembre 2019


Non sono poche le persone in grado di identificare nome, brand, anno di produzione e materiali di oggetti unanimemente etichettati come “icone del design”. Eppure, riflettendoci, si tratta pur sempre di un numero circoscritto di prodotti rispetto a tutti quelli che, giorno dopo giorno e a tutte le latitudini, vengono utilizzati allo scopo di migliorare e rendere più comode, funzionali e sicure le nostre vite.

A partire dal 2016, il progetto francese Collections Typologie esplora la storia, la produzione e il linguaggio formale degli oggetti di uso quotidiano, spesso consegnati all’umanità da progettisti rimasti anonimi o che non hanno conquistato un posto nella storia “ufficiale” del design, ma pur sempre di indiscussa utilità.

LA MOSTRA

Visitabile fino al 3 maggio, negli spazi della Vitra Design Museum Gallery di Weil am Rhein, la mostra Typology: An Ongoing Study of Everyday Items illustra i risultati della ricerca del team francese, incluso il più recente studio sulle cassette di legno. Non necessariamente progettati da designer professionisti, molti oggetti che popolano la nostra quotidianità si sono evoluti nella loro forma e identità materica in forma incessante e continuativa nel tempo. In altre parole, nel corso dei secoli sono stati perfezionati, spesso per rispondere al mutare delle esigenze e delle richieste da parte dell’utenza. In altri casi, però, l’ascesa di nuove possibilità tecniche non ha inciso nel “design” degli oggetti, come dimostra la bottiglia di vino in vetro, rimasta pressoché invariata dall’antichità.

Perché questo è avvenuto? In quale modo le modifiche innescate da sconvolgimenti sociali, politici o tecnologici si riflettono negli oggetti indispensabili delle nostre esistenze? Quale dovrebbe essere la nostra relazione rispetto agli oggetti di tutti i giorni e alla loro “durata in vita”, soprattutto alla luce del dibattito internazionale sul consumo di risorse e sulla fragilità del pianeta? Sono questi alcuni dei quesiti che emergono dalle ricerche condotte dai product designer Raphaël Daufresne, Thélonious Goupil, Guillaume Bloget e Guillaume Jandin di Collections Typologie, che firmano l’exhibition concept e design di questa mostra, curata da Viviane Stappmanns. “Il nostro obiettivo è ampliare le percezioni comuni delle cose familiari, incoraggiando le persone a vederle con occhi nuovi”, ha dichiarato uno dei fondatori di Collections Typologie. E chissà che la mostra, oltre alle loro pubblicazioni, non ci riesca davvero.

[Immagine in apertura: Collections Typologie, The wooden crate, 2019 © Collections Typologie]


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