Pittura e colore protagonisti al Guggenheim Museum di New York

3 gennaio 2020

vista dell'installazione della mostra: The Fullness of Colour: 1960s Painting; December 18, 2019–August 2020. Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Photo David Heald, © Solomon R. Guggenheim Foundation

Il 2019 è stato un anno importante per il Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Progettato da Frank Lloyd Wright e incluso nel gruppo di otto edifici dell’architetto statunitense designati a luglio come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, l’iconico museo ha celebrato il traguardo dei 60 anni dall’apertura. Un “compleanno” speciale, consacrato sul fronte espositivo da mostre senza precedenti come Artistic License: Six Takes on the Guggenheim Collection, ancora in corso fino al 12 gennaio 2020.

Inaugurata a dicembre 2019 e visitabile fino al 31 marzo prossimo, The Fullness of Colour: 1960s Painting scandaglia in profondità un fenomeno avviato negli anni Sessanta del secolo scorso. Attingendo principalmente dalla collezione del museo, la mostra riunisce opere di artisti americani e internazionali che in quel periodo stavano spingendo l’astrazione verso nuove direzioni, esplorando possibilità formali inedite e usi del colore liberatori, meno convenzionali.

POTERE AL COLORE

Per il curatore del Guggenheim Lawrence Alloway, si tratta di autori che combinarono una sostanziale “economia di forma e pulizia della superficie con pienezza di colore“. Appartengono a questa selezione Helen Frankenthaler, Morris Louis, Kenneth Noland, Jules Olitski e Alma Thomas che, pur intraprendendo percorsi autonomi, furono uniti dalla comune passione per il colore. Sulla scia dell’Espressionismo astratto, movimento dalla notevole forza gestuale ed emotiva che aveva “invaso” il mondo dell’arte dopo la Seconda Guerra Mondiale, questi artisti aprirono la strada a una serie di stili, anche divergenti tra loro.

Qualche esempio? Frankenthaler, pioniera negli anni Cinquanta della cosiddetta tecnica “soak-stain”, nel decennio successivo adottò i lavaggi acrilici diluiti su tela di cotone non impregnata, saturandola come fosse una tintura. O, ancora, Louis, Noland e Olitski finirono per produrre composizioni dall’aspetto più sistematico di quelle degli espressionisti astratti che li avevano preceduti. Un viaggio, dunque, che riaccende i riflettori su esperienze del secolo scorso come il Color Field e l’Astrattismo geometrico.

[Immagine in apertura: vista dell’installazione della mostra: The Fullness of Colour: 1960s Painting; December 18, 2019–August 2020. Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Photo David Heald, © Solomon R. Guggenheim Foundation]


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