Combattere i pregiudizi con la fotografia: Zanele Muholi presto in mostra a Londra

17 gennaio 2020

 Zanele Muholi, Busi Sigasa, Braamfontein, Johannesburg 2006. Photograph, inkjet on paper, 505 x 765 mm. Courtesy of the Artist and Stevenson, Cape Town/Johannesburg and Yancey Richardson, New York © Zanele Muholi

I suoi scatti, al confine tra arte e politica, hanno attirato lo sguardo di migliaia di visitatori durante l’ultima Biennale Arte di Venezia, curata da Ralph Rugoff. Stiamo parlando di Zanele Muholi, fotografa e attivista classe 1972 originaria del Sud Africa, alla quale la Tate Modern dedicherà la prima monografica in terra britannica.

Dal 29 aprile al 18 ottobre prossimi, l’istituzione londinese ospiterà 260 scatti, sintesi dell’intera carriera di Muholi, salita alla ribalta della scena creativa internazionale durante i primi Anni Duemila, grazie alle fotografie incentrate sulla comunità LGBTQIA+ sudafricana. Un colpo d’occhio, preciso e acuto, sul delicato tema dell’orientamento e dell’identità sessuale, tuttora oggetto di violenza e discriminazione.

LE SERIE FOTOGRAFICHE

Questi aspetti emergono in maniera potente dalle immagini riunite nella serie Only Half the Picture, che alterna scorci di profonda intimità a istantanee nelle quali risuonano i traumi vissuti dai soggetti immortalati, per descrivere tutta la complessità delle questioni gender.

Mescolando storie individuali e collettive, Muholi ha rivolto l’obiettivo anche verso se stessa, ritraendosi, all’interno della serie in progress Somnyama Ngonyama, nelle vesti e nelle pose più diverse, interrogando il pubblico sull’idea di razza e di rappresentazione del sé. Una galleria di immagini che entrano nel vivo di tematiche quanto mai attuali.

[Immagine in apertura: Zanele Muholi, Busi Sigasa, Braamfontein, Johannesburg 2006. Photograph, inkjet on paper, 505 x 765 mm. Courtesy of the Artist and Stevenson, Cape Town/Johannesburg and Yancey Richardson, New York © Zanele Muholi]