Dall’Artico a Londra: una mostra “glaciale” al British Museum

14 gennaio 2020

Kiliii Yuyan (b. 1979), Umiaq and north wind during spring whaling. Inkjet print, 2019. © Kiliii Yuyan

Non è una novità, la questione ambientale è entrata a tutti gli effetti tra gli argomenti principali affrontati dai maggiori protagonisti della cultura mondiale, mobilitati contro i drastici cambiamenti climatici e a favore di una imminente presa di posizione da parte delle istituzioni. Un grido corale a cui si appresta a partecipare anche il British Museum di Londra, prossimo all’apertura di una mostra sul tema.

In calendario dal 28 maggio al 23 agosto 2020, il progetto – dal titolo Arctic: culture and climate – accende i riflettori sulla storia dell’Artico, la regione più a nord nel nostro pianeta, abitata da popoli indigeni che, per quasi 30mila anni, hanno adattato le loro condizioni di vita a quelle di un ecosistema tra i più ostili all’uomo. Le stesse popolazioni si trovano tuttavia oggi sotto minaccia, costrette a fronteggiare le ripercussioni dei drammatici cambiamenti climatici in corso sul loro ambiente: scioglimento dei ghiacciai, piogge più intense e periodi di siccità sono solo alcune delle “nuove” condizioni a cui gli abitanti di questi territori devono trovare rimedio. Il progetto del British Museum riunisce opere e reperti che testimoniano questo cruciale adattamento, esponendone i risultati con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sulla situazione critica che il nostro pianeta sta attraversando.

TRA ARTE E ARCHEOLOGIA

Curata da Amber Lincoln, la mostra presenterà strumenti, indumenti e reperti archeologici – come quelli rinvenuti nel sottosuolo siberiano e risalenti a 28mila anni fa. Ognuna delle opere esposte avrà l’obiettivo di dimostrare la necessaria interdipendenza tra gli abitanti dell’Artico e la natura circostante, fonte indispensabile di sostentamento in un territorio dove le uniche risorse per la sopravvivenza provengono ancora oggi dalle attività di pesca e di caccia.

Diversi anche gli oggetti e le sculture dalla connotazione socio-politica presenti in mostra, per sottolineare il graduale interessamento da parte delle grandi potenze mondiali nei confronti delle regioni artiche – con particolare riferimento alle esplorazioni di fine Ottocento e ai primi contatti tra i navigatori e le comunità Inuit della Groenlandia. A concludere idealmente il percorso di visita saranno infine le stampe e le foto del paesaggio: ghiacciai e aurore boreali per ricordarci le nostre responsabilità nei confronti di un territorio pericolosamente a rischio.

[Immagine in apertura: Kiliii Yuyan (b. 1979), Umiaq and north wind during spring whaling. Inkjet print, 2019. © Kiliii Yuyan]


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