Ritratti di donna, dagli anni Venti a Vicenza

12 gennaio 2020

Mario Cavaglieri, Piccola Russa, 1913. Courtesy ED Gallery, Piacenza

Da un progetto di rilancio della Basilica palladiana di Vicenza, destinata a ospitare continuativamente esposizioni di rilevanza internazionale, nasce una mostra incentrata sulla figura della donna nel decennio immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale. Stiamo parlando di Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi, allestita nel cuore delle architetture disegnate dal Palladio.

LA MOSTRA A VICENZA

Fino al 13 aprile sarà possibile compiere un affascinante percorso tra dipinti, abiti, gioielli, sogni di esotismo che evocano un’Europa da poco uscita dai disastri della guerra, quando le donne cominciano a conquistare un proprio ruolo, sempre più autonomo: un’epoca in cui, come scrisse la prima critica d’arte donna, la potente Margherita Sarfatti, “la pittura appare tra tutte l’arte magica per eccellenza“. Tutto questo è descritto nelle opere del pittore Ubaldo Oppi: suggestivi ritratti di donne poi confluiti in raccolte prestigiose.

Ma Oppi non è il solo a celebrare la figura femminile, perché la “nuova donna” degli anni Venti appare nella pittura di Casorati, Sironi, Cavaglieri, Marussig, esponenti del cosiddetto Novecento Italiano, la cui arte richiama memorie della classicità e del Rinascimento. Nella mostra non manca anche una riflessione sulle evoluzioni della pittura a Vienna e a Parigi tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, grazie anche alla Secessione Viennese guidata da Gustav Klimt. Non è un caso che la mostra si apra con la sua leggendaria Giuditta.

[Immagine in apertura: Mario Cavaglieri, Piccola Russa, 1913. Courtesy ED Gallery, Piacenza]