Il rapporto tra Malevič e le icone bizantine in un nuovo libro

20 febbraio 2020

Kazimir Malevič, Aereo in volo, 1915, Museum of Modern Art, New York, Stati Uniti

Sembra, in un certo senso, una contraddizione, immaginare un parallelo tra l’iconografia religiosa e l’opera di Kazimir Malevič, l’artista russo che più di tutti ha basato la sua riflessione poetica sull’annientamento di ogni dimensione sacra nell’arte. Eppure i rimandi fra la tradizione della Chiesa bizantina e il Suprematismo “cancellante” dell’artista non sono pochi, tanto da aver animato negli ultimi anni importanti dibattiti e rassegne intorno al tema.

A tornare sull’argomento, approfondendolo in maniera quanto mai dettagliata, è oggi uno dei maggiori esperti italiani di estetica. Stiamo parlando di Massimo Carboni, da poco in libreria con il suo ultimo studio: Malevič. L’ultima icona. Arte, filosofia, teologia, un saggio di quasi 250 pagine che indaga il rapporto tra l’artista, simbolo delle avanguardie sovietiche del primo Novecento, e la dimensione estetico-filosofica dell’immagine sacra.

IL LIBRO

Pubblicato da Jaca Book, il volume affronta un primo excursus storico sugli sviluppi dell’icona, soffermandosi in particolare sulla tradizione dell’Oriente cristiano. A partire da questi primi riferimenti introduttivi – largamente mirati al confronto con le teorie del teologo Nicola Cusano –, il discorso si snoda prendendo in esame la ricerca del fondatore del Suprematismo, soffermandosi in particolare sul noto Quadrato nero del 1915. Quali furono le ragioni “iconoclaste” alla base del celebre dipinto? Può, quel nero profondo, nascondere una connotazione mistico-laica addirittura più forte delle immagini sacre che si prefiggeva di azzerare? Gli stimoli a una riflessione su queste domande sono nascosti nelle pagine del libro, acuto e meticoloso nell’indagare anche gli aspetti più enigmatici del rapporto tra arte e spiritualità, all’interno dell’opera di questo artista chiave del XX secolo.

[Immagine in apertura: Kazimir Malevič, Aereo in volo, 1915, Museum of Modern Art, New York, Stati Uniti, dettaglio]