La fotografia “politica” di Wolfgang Tillmans a Bruxelles

4 febbraio 2020

Wolfgang Tillmans, Garten, 2008, © the artist, courtesy Galerie Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York, Galerie Chantal Crousel, Paris

Quando qualcosa diventa percepibile? Qual è la relazione tra ciò che percepiamo e ciò che conosciamo? Che impatto hanno le nuove tecnologie sul nostro modo di vedere il mondo? Sono queste le domande alla base della ricerca di Wolfgang Tillmans, fotografo tra i più rappresentativi della sua generazione. L’autore tedesco è in mostra in questi giorni con Today Is The First Day, la sua prima grande retrospettiva in Belgio, allestita negli spazi del centro d’arte contemporanea Wiels, a Bruxelles.

Curata da Devrim Bayar e Dirk Snauwaert, e aperta fino al 25 maggio, la mostra ripercorre i trent’anni di produzione dell’artista, abbracciandone la complessità e le evoluzioni, a partire dalle primissime esplorazioni del mezzo fotografico fino ai risultati più recenti – con video e installazioni sonore appositamente creati per l’evento.

LA MOSTRA

Distribuita sui due piani dell’edificio, la rassegna accompagna il visitatore nell’universo di Tillmans. Figure di modelli “comuni” alle prese con pose e azioni quotidiane caratterizzano i primi anni della produzione dell’artista, incentrati sull’indagine dei limiti della fotografia e dei processi di definizione dell’immagine. Nature morte poetiche e decadenti rafforzano questa idea, ponendo il pubblico di fronte al valore politico dell’opera: cosa stiamo osservando, e in che proporzioni una fotografia è capace di raccontare il nostro tempo?

Il senso sociale dell’arte di Tillmans, e la volontà di catturare e raccontare frammenti del mondo, d’altronde, è un fil rouge nel processo creativo dell’artista. Ne sono un esempio gli ultimi anni di attività, mirati alla difesa dei diritti LGBT, delle classi più deboli, fino all’aperta campagna a favore dell’Unione Europea nei mesi precedenti alla tornata elettorale del 2019. Un percorso artistico sempre giocato sul confine sottile tra politica, poesia e provocazione, che questa mostra prova a raccontare.

[Immagine in apertura: Wolfgang Tillmans, Garten, 2008, © the artist, courtesy Galerie
Buchholz, Berlin/Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York, Galerie Chantal Crousel, Paris]