A Madrid una mostra su Rembrandt e la ritrattistica olandese

21 febbraio 2020

Thomas de Keyser, Síndicos del gremio de orfebres de Ámsterdam, 1626-1627 (Headmen of the Amsterdam Goldand Silversmiths’ Guild). Óleo sobre lienzo, 127,2 × 152,4 cm. Toledo Museum of Art. Adquisición del museo

Prima che i social network invadessero il nostro quotidiano e che la pratica del “selfie” inondasse il web, prima ancora della macchina fotografica e degli scatti istantanei su pellicola, era il ritratto pittorico la fonte principale di promozione del sé: una sorta di strumento di “marketing” utilizzato sia dagli artisti che dai committenti, per raffigurarsi e diffondere la propria immagine all’interno della società.

Maestro per definizione di questa pratica è stato certamente Rembrandt van Rijn, l’artista che forse più di tutti ha fatto ricorso alla propria figura, studiandola e rappresentandola in ogni sua forma e attraverso lo scorrere del tempo: dai primi autoritratti giovanili del 1628 fino ai “selfie” dipinti nel 1669, anno di morte dell’autore. La mostra da poco inaugurata al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid punta i riflettori sulla pratica “narcisistica” del genio olandese, indagando le evoluzioni di questo instancabile “fuoriclasse” della ritrattistica mondiale.

REMBRANDT E I SUOI “RIVALI”

Curata da Norbert E. Middelkoop, e aperta fino al 24 maggio, la rassegna – dal titolo Rembrandt and Amsterdam portraiture, 1590-1670 – analizza, per la prima volta in maniera così estesa e ragionata, il genere del ritratto all’interno della pratica dell’artista-simbolo del Secolo d’oro fiammingo. Attesta il suo eclettismo e la sua azione innovatrice un corpus di trentanove dipinti, allestiti in maniera cronologica nelle nove sezioni del percorso espositivo. Tra i lavori in mostra – giunti in Spagna da alcune tra le istituzioni più rilevanti al mondo – spiccano rappresentazioni di donne, bambini, anziani, artigiani e naturalmente lui, il pittore in persona, raffigurato in pose e attraverso tecniche differenti, dalla pittura all’incisione al disegno tradizionale.

Completa l’itinerario di visita, infine, una selezione di opere di autori “minori” che, pur se talvolta offuscati dalla brillantezza e dalla popolarità di Rembrandt, si distinsero in vita per la loro attività di ritrattisti, contribuendo non poco al fermento della città di Amsterdam, vera e propria “Mecca” dell’arte del Seicento europeo. Tra i maestri qui presentati Dirck Santvoort, Bartholomeus van der Helst e Ferdinand Bol: amici, colleghi e rivali, all’interno dello stesso splendido contesto culturale.

[Immagine in apertura: Thomas de Keyser, Síndicos del gremio de orfebres de Ámsterdam, 1626-1627 (Headmen of the Amsterdam Goldand Silversmiths’ Guild). Óleo sobre lienzo, 127,2 × 152,4 cm. Toledo Museum of Art. Adquisición del museo]