Dal kimono al burqa. Una mostra interculturale a Parma

2 febbraio 2020

Ombrellino tradizionale parasole; bambù e carta giapponese dipinta, dei primi anni del 1900. Courtesy Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, Parma. Via museocineseparma.org

Dimmi che vestito porti e ti dirò da dove vieni. Nei mesi caldi di Parma Capitale Italiana della Cultura, una nuova mostra si è appena aggiunta al ricco calendario di eventi in corso nel capoluogo emiliano. Si tratta di La moda nel mondo: i vestiti raccontano la vita dei popoli. Una rassegna che punta i riflettori sulle usanze e sui gusti del vestire nel corso dei secoli e attraverso le varie culture del globo.

Curata da Padre Alfredo Turco, Maurizio Salvarani, Chiara Allegri e Laura Ferrari, la mostra – in corso fino al prossimo 31 dicembre presso il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale – si presenta come un’inedita ricognizione sul senso del fashion da parte dei popoli del pianeta.

ABITI E POPOLI

A occupare il gradino principale di questo spettacolare “showroom” è la tradizione cinese. Calzature femminili tipiche del grande impero, abiti usati nelle rappresentazioni teatrali e capi liturgici taoisti occupano un posto d’onore, sottolineando la ricchezza e la versatilità della seta – vero tesoro d’Oriente.

Ma in questo affascinante viaggio tra le mode hanno spazio anche il Giappone – presente con favolosi esemplari di Hakama e il Kimono –, il Sudan, il Ghana – con una serie di tessuti cerimoniali della tribù Ashant –, il Burkina Faso e il Camerun – con uno straordinario set di collane Kweyma KJella e di cavigliere in alluminio decorate con motivi animali. Un viaggio interculturale, insomma, che sottolinea al meglio l’anima multietnica e universale dello spazio ospite.

[Immagine in apertura: Ombrellino tradizionale parasole; bambù e carta giapponese dipinta, dei primi anni del 1900. Courtesy Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, Parma. Via museocineseparma.org]