Roma celebra Raffaello con la mostra-evento delle Scuderie del Quirinale

29 febbraio 2020

Raffaello, Autoritratto 1506-1508 olio su tavola di pioppo. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture. Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi - Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

Dopo averla anticipata come una delle mostre più attese di questo 2020, eccoci nuovamente tornare su Raffaello 1520-1483, la grande retrospettiva dedicata al genio rinascimentale, nella città che più di tutte riuscì a coglierne e valorizzarne il talento. Archiviate le esposizioni di Milano, Ancona e Urbino, tutte in omaggio al pittore nei cinquecento anni dalla sua scomparsa, i riflettori stanno per accendersi sulla Capitale, sede della rassegna al via il 5 marzo.

È qui che, nelle sale delle Scuderie del Quirinale, prenderà vita un inedito percorso espositivo, realizzato in sinergia con le Gallerie degli Uffizi di Firenze, e grazie alla collaborazione con le più prestigiose istituzioni su scala mondiale – tra le altre Museo e Real Bosco di Capodimonte, Musei Vaticani, National Gallery di Londra e Metropolitan di New York.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Curata da Marzia Faietti e da Matteo Lafranconi, con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro, la mostra riunisce per la prima volta centoventi capolavori tra dipinti e disegni prodotti in vita dal “divin pittore”, affiancati da un denso corpus di sculture, manufatti e documenti straordinari, per un ammontare complessivo di oltre duecento reperti – in esposizione fino al 2 giugno.

In mostra, esiti tra i più celebrati e amati della produzione dell’artista, mai prima d’ora riuniti tutti insieme all’interno di un unico progetto: dalla Madonna del Granduca alla Velata – in prestito dagli Uffizi –, fino alla grande Estasi di Santa Cecilia – la pala d’altare arrivata dalla Pinacoteca di Bologna. La rassegna sarà inoltre l’occasione per ammirare opere mai tornate nel nostro Paese dal momento della loro esportazione da parte di collezionisti stranieri, come nel caso della Madonna Alba – appartenente alla National Gallery di Washington. Tra gli oggetti presentati al pubblico, inoltre, lettere, manoscritti e installazioni multimediali, esposti al fine di indagare tanto la dimensione creativa quanto il contesto storico in cui Raffaello si espresse, diventando uno dei massimi esempi dell’arte di tutti i tempi.

L’esposizione, evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dei cinquecento anni dalla scomparsa dell’urbinate, sarà accompagnata per tutta la sua durata da laboratori tematici e conferenze, per illustrare il rilievo dell’artista e il fermento culturale della Roma dei primi decenni del XVI secolo.

[Immagine in apertura: Raffaello, Autoritratto, 1506-1508 olio su tavola di pioppo. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture. Gabinetto fotografico delle Gallerie degli Uffizi – Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo]