Il Serpentine Pavilion 2020 sarà progettato da Counterspace

11 febbraio 2020

Serpentine Pavilion 2020 designed by Counterspace, Design Render, Interior View © Counterspace

Per il ventesimo anno consecutivo, i Kensington Gardens di Londra ospiteranno un padiglione temporaneo, che sarà sede di iniziative culturali destinate a un pubblico eterogeneo promosse nei mesi estivi e autunnali. In questi due decenni il prestigio dell’iniziativa è cresciuto esponenzialmente e ottenere l’incarico per il Serpentine Pavilion equivale ormai a un’autentica consacrazione a livello internazionale per gli architetti coinvolti.

Quest’anno a raccogliere il testimone dall’acclamato architetto giapponese Junya Ishigami, artefice nel 2019 di un padiglione concepito come “una collina fatta di rocce”, cresciuta al di sopra del manto erboso del parco londinese, è lo studio Counterspace, fondato e guidato dalle architette sudafricane, classe 1990, Amina Kaskar, Sumayya Vally e Sarah de Villiers.

TRE ARCHITETTE PER IL SERPENTINE PAVILION 2020

Nato nel 2015 a Johannesburg, dove ha attualmente sede, Counterspace è attivo nella progettazione architettonica, nel settore dell’allestimento e nella ricerca urbana. Svelato in queste ore, il padiglione, che sarà inaugurato l’11 giugno ‒ resterà aperto fino all’11 ottobre 2020 ‒, è l’esito di un processo di addizione, sottrazione e divisione di forme architettoniche che le progettiste hanno selezionato in giro per la capitale inglese. Il risultato, dal punto di vista spaziale, è un vero e proprio mix formale, con un diretto riflesso nella molteplicità di tecniche e materiali impiegati: innovazione e tradizione si affiancheranno nella costruzione, come ad esempio lascia intendere la scelta di utilizzare sughero e moduli K-Briq personalizzati, ovvero realizzati a partire da rifiuti del settore edilizio.

Il Serpentine Pavilion 2020 è stato concepito “come un evento“, ha precisato Sumayya Vally di Counterspace, sottolineando che la sua varietà di forme e volumi trasferirà nei Kensington Gardens le impronte e la memorie di Brixton, Hoxton, Hackney, Whitechapel, Edgware Road, Peckham, Ealing e North Kensington. “Le interruzioni, i gradienti e le distinzioni di colore e consistenza tra le diverse parti del padiglione rendono questa ricostruzione leggibile a colpo d’occhio“, ha anticipato ancora Sumayya Vally. Sarà, dunque, uno spazio di dibattito, scambio e condivisione prodotto dall’incontro e dalla combinazione di alcuni dei più iconici spazi alla base della complessità (e unicità) urbana di Londra.

[Immagine in apertura: Serpentine Pavilion 2020 designed by Counterspace, Design Render, Interior View © Counterspace]


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