Scoperto in Russia un misterioso “cerchio di ossa” di mammut

19 marzo 2020

photo Alexander Pryor

Il mondo della paleontologia si arricchisce di una nuova scoperta. A 500 chilometri da Mosca, nei pressi dell’attuale villaggio di Kostenki, è stato infatti riportato alla luce un misterioso “circolo” di ossa di mammut risalente a circa 20mila anni fa. Accatastate fino a formare una sorta di spettacolare “Stonehenge”, le ossa sono state rinvenute per la prima volta nel 2014 grazie all’attività dei ricercatori dell’Università di Exeter, ma solo in questi giorni la notizia si sta diffondendo, aggiungendo nuovi dettagli allo straordinario ritrovamento.

Con un diametro di circa 12 metri, il sito conta la presenza di decine e decine di mandibole e teschi provenienti da sessanta esemplari di mammut. Ma a cosa si deve la presenza di questi resti? La domanda assume ancora più importanza se alla scoperta si associano i ritrovamenti di due ulteriori siti archeologici della stessa natura, scoperti negli anni Cinquanta e Sessanta non lontano dalla zona. Cosa spinse gli abitanti del luogo alla creazione di tali mastodontiche strutture, e qual era la funzione di questi incredibili “cerchio di ossa”?

LA SCOPERTA

Le risposte a tali domande, al momento, sembrano molteplici. Tra le ipotesi avanzate ci sarebbe quella di un monumento rituale, innalzato dai nostri “antenati” con motivazioni sacre. Meno plausibile sembrerebbe invece la spiegazione che vedrebbe nel sito di Kostenki una sorta di “discarica”: l’assenza di altri resti animali, a eccezione delle ossa, lascia infatti escludere che il posto potesse essere utilizzato come luogo per l’accumulo di scarti, né tantomeno per conservazione di cibi.

Un dettaglio però aggiunge nuove informazioni rispetto a quanto sappiamo riguardo all’ultima glaciazione. I paleontologi hanno infatti rinvenuto, all’interno del sito, semini, tessuti vegetali e resti di legno carbonizzato; indizi che ci suggeriscono che, anche durante la massima espansione dei ghiacciai – avvenuta circa 20mila anni fa –, gli uomini riuscirono a sopravvivere, trovando e cuocendo piante necessarie al loro sostentamento.

[Immagine in apertura: photo Alexander Pryor]