A Yvonne Farrell e Shelley McNamara il Pritzker Prize 2020

3 marzo 2020

Universita Luigi Bocconi, photo courtesy of Federico Brunetti

Yvonne Farrell e Shelley McNamara, fondatrici nel 1978 dello studio di architettura Grafton Architects, con sede a Dublino, hanno vinto il Pritzker Prize 2020. La giuria internazionale, composta da Stephen Breyer, André Aranha Corrêa do Lago, Barry Bergdoll, Deborah Berke, Sejima Kazuyo, Benedetta Tagliabue, Wang Shu Architect e Martha Thorne, ha assegnato alle progettiste irlandesi, rispettivamente classe 1951 e 1952, il premio di architettura più importante al mondo: si tratta della prima volta che viene assegnato a due donne insieme.

Già curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Farrell e McNamara si sono formate presso la School of Architecture dell’University di Dublino (UCD). Dopo la laurea, nel 1976, hanno intrapreso la carriera di docenti nel medesimo istituto universitario e l’insegnamento ha affiancato la loro pratica professionale in maniera costante. Nel 1978 hanno fondato, con altri tre partner, lo studio che ancora oggi dirigono insieme, Grafton Architects; attivo in Irlanda, ha realizzato importanti edifici anche nel resto del mondo. Tra questi, una sede dell’Università Bocconi a Milano, datata 2008, e l’University Campus UTEC Lima, in Perù, del 2015, per il quale le due progettiste hanno ricevuto il RIBA International Award nel 2016. Lo scorso anno è stata inaugurata la School of Economics dell’Université Toulouse 1 Capitole, in Francia.

LE PRIMA COPPIA DI ARCHITETTE A VINCERE IL PREMIO

Il riconoscimento annunciato oggi arriva dopo una serie di importanti risultati ottenuti negli ultimi anni da Farrell e McNamara, che solo qualche settimana fa sono state insignite della Royal Gold Medal 2020. Tra i loro successi recenti, il Leone d’argento vinto alla Biennale Architettura 2012, l’edizione curata da David Chipperfield, grazie al progetto Architecture as New Geography.

Nella motivazione che accompagna il prestigioso premio, in particolare, la giuria ha voluto sottolineare “integrità nel loro approccio alla progettazione, così come il modo in cui conducono la loro pratica, la loro fiducia nella collaborazione, la loro generosità verso i loro colleghi, in particolare come dimostrato in eventi come la Biennale di Venezia 2018, il loro incessante impegno per l’eccellenza in architettura, il loro atteggiamento responsabile nei confronti dell’ambiente, la loro capacità di essere cosmopolite abbracciando l’unicità di ogni luogo in cui lavorano“.

[Immagine in apertura: Grafton Architects, Università Luigi Bocconi, Milano. Photo courtesy of Federico Brunetti]