Coronavirus, i primi messaggi di speranza diffusi dagli artisti

20 marzo 2020

Tomás Saraceno. Palazzo Strozzi. © Alessandro Moggi, 2019

Di fronte alle grandi crisi ed emergenze che hanno coinvolto l’umanità, gli artisti hanno spesso svolto un ruolo attivo, indossando i panni di osservatori attenti, coraggiosi, acuti. Canzoni, opere d’arte o letterarie, interventi installativi o performativi, alcuni dei quali passati alla storia come Guernica di Pablo Picasso, documentano quanto i tormenti di una certa epoca o le esperienze vissute da un’intera comunità abbiano ispirato la loro produzione, consegnando alle generazioni successive testimonianze intense, commoventi, appassionate.

Dinanzi all’attuale pandemia e alle sue dimensioni globalI, sono già molti gli artisti internazionali che hanno voluto diffondere messaggi di solidarietà, speranza, fiducia e coesione. Anche in questo caso, come già registrato con le iniziative dei musei italiani e delle istituzioni che operano nel settore musicale, è internet il “mezzo privilegiato” per esprimere e veicolare sentimenti di vicinanza e sostegno.

DA SARACENO A HOCKNEY FINO AD ALICE COOPER

Il nostro movimento influenza la velocità con cui le particelle si muovono nell’aria. Riduciamo i nostri spostamenti per rallentare lo spostamento delle particelle e aiutare tutti a stare più al sicuro. In solidarietà di Palazzo Strozzi, l’Italia e il Mondo, muoviamoci in modo diverso per un futuro migliore”: è questo un estratto del video messaggio che Tomás Saraceno ha scelto di inviare agli italiani (e non solo), prendendo parte al progetto digitale In contatto, promosso da Palazzo Strozzi. L’istituzione fiorentina è infatti sede della retrospettiva Tomás Saraceno. Aria, al momento chiusa al pubblico, che tra i temi affrontati, oltre al rapporto tra uomo e natura, prende in esame “presente e futuri possibili, tra connessioni e isolamento, partecipazione e meditazione“, come ha ricordato Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.

Si rincorrono su Instagram gli inviti al rispetto delle restrizioni previste. A lanciarli, tra gli altri, artisti come il fotografo tedesco Wolfgang Tillmans o il curatore di fama internazionale e direttore artistico delle Serpentine Galleries Hans Ulrich Obrist. Entrambi stanno diffondendo aforismi e testi brevi, anche in formato post it, che incoraggiano a seguire le regole facendo riflettere. Guarda con fiducia agli eventi che, nonostante tutto, non cambiano, il post Instagram proposto sul profilo del Louisiana Museum of Modern Art: nei giorni scorsi è stata condivisa un’opera concessa da David Hockney, accompagnata dall’emozionante didascalia “Do remember they can’t cancel the spring“. Si è detto convinto del superamento delle attuali difficoltà internazionali anche il cantante Alice Cooper, che dopo l’annullamento del suo tour, proprio a causa dell’epidemia, in una recente intervista ha affermato che “torneremo a fare ciò che amiamo”.

[Immagine in apertura: Tomás Saraceno. Palazzo Strozzi. © Alessandro Moggi, 2019]