A Londra spunta un nuovo dipinto di Artemisia Gentileschi

3 marzo 2020

David and Goliath - Simon Gillespie Studio small res

Non si placa l’ondata di popolarità di Artemisia Gentileschi. A poche settimane dall’attesa retrospettiva alla National Gallery di Londra – ricca di oltre trenta dipinti e lettere private della pittrice –, l’artista torna di nuovo sotto i riflettori per un’incredibile scoperta: l’attribuzione di una nuova opera, dal titolo Davide con la testa di Golia (un dettaglio nell’immagine in apertura, courtesy Simon Gillespie Studio).

Basato sull’iconico soggetto biblico, il dipinto venne realizzato intorno al 1639, nel periodo in cui la Gentileschi si trovava a Londra in soccorso al padre Orazio, impegnato nella decorazione della Queen’s House di Greenwich.

LA STORIA DEL QUADRO

Ciò che affascina, come spesso nel caso di attribuzioni di questa portata, è la storia nascosta dietro l’opera. Ritenuta dispersa per quattrocento anni, la tela apparve a un’asta di Sotheby’s nel 1975, attribuita tuttavia a Giovanni Francesco Guerrieri – allievo di Orazio Gentileschi. Solo alla fine dello scorso millennio Gianni Papi – esperto di arte rinascimentale – si incuriosì al dipinto (il cui proprietario resta anonimo), rintracciando nelle sue forme e nei colori lo stile di Artemisia.

Ed ecco oggi i “sospetti” diventare realtà. Recenti analisi condotte dallo stesso Papi, insieme allo studio di restauro Simon Gillespie di Londra, hanno infatti individuato la firma ben leggibile di Artemisia, presente sulla spada con cui Davide decapita Golia. L’opera – che potrebbe essere appartenuta alle collezioni di Carlo I – non sarà tuttavia presente nella prossima mostra londinese, ma rimarrà conservata presso il Simon Gillespie Studio, dove sarà visibile al pubblico da aprile a giugno, per tutto il periodo dell’esposizione.