In Egitto riapre al pubblico la piramide più antica al mondo

12 marzo 2020

Saqqara, Step pyramid of Djoser, (2630-2611 BC). Photo by Arian Zwegers, 15/11/1998, via Flickr,  (CC BY 2.0)

Circa 4700 anni fa, un uomo di nome Imhotep venne incaricato di progettare una struttura funeraria per la sepoltura del faraone Djoser, sovrano della terza dinastia. L’obiettivo era creare un edificio colossale, talmente maestoso da estendersi non solo in larghezza, ma di salire verso il cielo, evocando un collegamento celeste tra il defunto e le divinità. Nacque così la Piramide di Djoser, la prima piramide costruita in pietra: un edificio composto da sei gradoni disposti fino a raggiungere i sessanta metri di altezza.

IL RESTAURO

Dopo un lungo intervento di restauro durato quattordici anni, per un costo complessivo di quasi 6,6 milioni di dollari, l’antica struttura – situata nella necropoli di Saqqara – è stata da poco riaperta al pubblico. I lavori (avviati nel 2006) hanno interessato prevalentemente le zone interne del monumento, con la messa in sicurezza dei passaggi labirintici, l’installazione di un nuovo sistema di illuminazione e dei servizi riservati alle persone con disabilità.

Costruita tra il 2630 e il 2611 a.C., la piramide – che ospita al suo interno il sarcofago del faraone e delle undici figlie – aveva subito nei secoli un progressivo deterioramento, dovuto soprattutto alle alte temperature e al vento del deserto, che ne avevano compromesso le superfici in pietra calcarea. Dopo l’interruzione dei lavori tra il 2011 e il 2013, legata alle vicende politche del Paese, l’imponente piramide è ora nuovamente pronta ad accogliere i turisti.

[Immagine in apertura: Saqqara, Step pyramid of Djoser, (2630-2611 BC). Photo by Arian Zwegers, 15/11/1998, via Flickr,  (CC BY 2.0)]