La fattoria degli animali di Orwell diventa un fumetto

5 marzo 2020

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Viviamo tempi veloci. Immersi in una realtà ‘mordi e fuggi’ da consumare con superficialità, carichi di notizie e di eventi che siamo forzati a conoscere ma scoraggiati ad approfondire, al centro di una battaglia perenne in cui ci dobbiamo continuamente schierare. In tempi come questi, abbiamo scelto di raccontare una storia fuori dal tempo, ferma nel tempo, per azzerare tutto”.

Partono da queste parole Stefano Antonucci e Daniele Fabbri, i due autori dietro il nuovo fumetto edito da Feltrinelli Comics, dal titolo La fattoria dell’animale (nell’immagine in apertura un dettaglio della copertina), realizzato insieme a Maurizio Boscarol. In bella mostra sugli scaffali delle nostre librerie a partire da oggi, 5 marzo, il libro è una riflessione (indiretta) sulla situazione politica e sociale dell’Italia del presente, raccontata attraverso immagini e dialoghi dal piglio satirico e crudo.

TRA LA STALLA E LA RIVOLUZIONE

A ispirare l’intera vicenda, la celebre novella allegorica scritta da George Orwell nel 1945, ambientata in una fattoria dell’Inghilterra dove gli animali, stanchi dello sfruttamento dell’uomo, si ribellano, cacciando il padrone e creando una società di stampo stalinista. L’uguaglianza e i buoni precetti alla base della “rivoluzione” tuttavia svaniscono presto, lasciando spazio solo al dispotismo e alla dittatura dei leader, ossia maiali.

Ambientata all’interno della nostra cornice storica, il libro “rinfresca” e modernizza con intelligenza il racconto originale, dimostrandone l’attualità, a settantacinque anni di distanza dalla sua prima pubblicazione. In un mondo dove la bugia regna, e le parole con cui si raccontano i fatti contano più dei fatti stessi, questo fumetto sembra capace di suggerirci più di uno spunto per riflettere.