Da riparo per i senzatetto a spazio culturale: a Parigi rinasce l’Asile Flottant di Le Corbusier

19 marzo 2020

L2(4)118_(c)_Fondation_Le_Corbusier

La carriera di Le Corbusier è densa di interventi entrati nella storia dell’architettura. Si tratta di opere che hanno fortemente orientato il corso della disciplina, influenzando intere generazioni di progettisti. Ben diciassette suoi edifici, inclusa l’Unité d’Habitation de Marseille, nel 2016 sono divenuti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Eppure, nonostante la produzione nell’architettura e nel design di questo padre del Movimento Moderno sia stata esaminata in innumerevoli pubblicazioni e mostre, forse non tutti conoscono la vicenda dell’Asile Flottant (n0to anche come Floating Refuge), una speciale imbarcazione la cui storia prese il via circa un secolo fa.

Nella Francia del 1919, l’Office National de la Navigation per trasportare carbone promosse la costruzione della chiatta “Liegi”, che dieci anni più tardi fu acquisita dall’Esercito della Salvezza. Su iniziativa e grazie al sostegno finanziario di due donne, la Contessa Singer de Polignac e Madeleine Zillhardt, la barca venne ristrutturata: il progetto fu affidato a Le Corbusier.

ARCHITETTURA E SOLIDARIETÀ

Ribattezzata “Louise-Catherine”, la chiatta fu trasformata in una struttura galleggiante per i senzatetto parigini. Concepita come riparo temporaneo, disponeva di circa 120 posti letto e di una mensa, distribuiti su due livelli di cui uno rialzato con gli immancabili pilotis. Nel piano era compresa anche la realizzazione di finestre a nastro orizzontali, in pieno stile Le Corbusier, e di una terrazza esterna provvista di vegetazione. A coadiuvare Le Corbusier nell’impresa fu uno dei suoi “discepoli”: il giapponese Kunio Maekawa. Attivo fino al 1994, il rifugio galleggiante è successivamente caduto in disuso; in stato di abbandono, è ancorato sulla riva sinistra della Senna, sul Quai d’Austerlitz, a circa un chilometro dalla Cattedrale di Notre-Dame.

Dopo la decisione del Ministero della Cultura francese di inserire la chiatta nella lista dei  Monuments Historiques, datata 2008, è stata avviata una collaborazione franco-giapponese finalizzata al recupero dell’opera. Seppur a rilento, l’operazione è in corso: le prime misure sono già state adottate e nei giorni scorsi è stata annunciata, per la primavera 2020, l’installazione di due nuove passerelle d’accesso in acciaio. La conclusione dei lavori, che riguarderanno l’interno e l’esterno dell’Asile Flottant, è attesa per il 2022: l’obiettivo è trasformarlo ancora, rendendolo una struttura dedicata agli eventi culturali.

[Immagine in apertura: © Fondation Le Corbusier]