La Preistoria “torna” al Museo Archeologico di Napoli

9 marzo 2020

MANN Napoli sezione Preistoria e Protostoria allestimento

Sin dall’arrivo di Paolo Giulierini alla sua direzione, il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli si è dimostrato uno degli spazi istituzionali più attivi e dinamici della penisola, capace di fare del confronto e dello scambio interculturale i punti fondamentali della sua strategia.

Dopo le inedite operazioni destinate alla rilettura della sua collezione in chiave moderna, e in attesa della prossima grande mostra dedicata al maestro del fumetto Moebius, il museo campano torna a dar spazio alla sua “anima” archeologica. Dopo oltre venti anni è stata riaperta la sezione Preistoria e Protostoria (nell’immagine in apertura: Courtesy MANN): un percorso distribuito su tre livelli, per conoscere il territorio campano così come si presentava in epoca primitiva – quando la costiera era abitata anche da ippopotami, e rinoceronti.

A SPASSO NEL TEMPO

Inaugurato pochi giorni prima della temporanea chiusura del museo, per effetto dei recenti provvedimenti per il contrasto al COVID-19, il percorso espositivo – composto da circa tremila reperti scanditi all’interno delle otto sale – esplora un estesissimo lasso temporale, mostrando al pubblico oggetti risalenti al Paleolitico Inferiore, all’Eneolitico, all’Età del Bronzo e al Ferro. Anfore, armi e oggetti ornamentali riempiono gli oltre mille metri quadrati dell’itinerario espositivo, trasportando i visitatori all’interno di un suggestivo viaggio tra le ere.

Il lavoro di riallestimento della sezione – a cura di Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Staniello – ha previsto inoltre un importante aggiornamento della comunicazione e della grafica e la straordinaria aggiunta di manufatti mai esposti prima. Un motivo in più per attendere che la crisi sanitaria abbia termine, e che il MANN, così come gli altri luoghi di cultura del Paese, possa tornare a offrire al pubblico le sue meraviglie.