Le sculture minimaliste di Donald Judd conquistano il MoMA

2 marzo 2020

Installation view of Judd, The Museum of Modern Art, New York, March 1–July 11, 2020. Photo by Jonathan Muzikar © 2020 The Museum of Modern Art.

Donald Judd fu, tra gli artisti della sua generazione, quello che più di tutti si sforzò di eliminare dal campo dell’arte ogni traccia di illusione e di narrazione metaforica. Voltando le spalle all’idea romantica di “aura” , le sue opere si caratterizzarono sin dagli anni Sessanta come “oggetti specifici”, distribuiti nello spazio con l’obiettivo di sondarne i limiti e la dimensione. La mostra appena inaugurata al MoMA – Museum of Modern Art di New York punta a fare luce sull’intera ricerca dell’artista americano: si tratta infatti della più grande retrospettiva a lui dedicata negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni.

Allestita al sesto piano dell’istituzione, la rassegna – dal titolo, semplicemente, Judd – presenta circa settanta lavori tra dipinti, disegni, sculture e installazioni provenienti da collezioni d’arte pubbliche e private tra le più influenti del continente americano e non solo. Aperta fino all’11 luglio, attraverso opere che esplorano tutta la carriera dell’artista, punta i riflettori sulle evoluzioni stilistiche e concettuali che si sono susseguite.

TRA DIPINTI E SCULTURE

Articolato in ordine cronologico, il percorso espositivo comincia con una prima selezione di stampe, tele e opere su carta realizzate agli inizi del 1960. Il mezzo pittorico viene tuttavia abbandonato da Judd nelle stagioni successive, come conseguenza del progressivo avvicinamento dell’artista alla tridimensionalità, coniugato a una sempre maggiore semplificazione delle forme.

Comincia così la produzione di opere d’arte dal taglio geometrico, colorate, realizzate attraverso l’impiego di materiali industriali come l’acciaio, il cemento e il compensato. Disposte in sequenza e secondo schemi ripetitivi, le sculture dialogano con il luogo, mettendo in evidenza la profondità concettuale e l’evoluzione stilistica di questo padre del Minimalismo, sempre in bilico tra arte, design e architettura. Organizzata da Ann Temkin, Yasmil Raymond, Tamar Margalit ed Erica Cooke, la mostra sarà accompagnata – dal 5 all’8 marzo – dall’Armory Party, l’atteso evento musicale istituito dal MoMA a scopo benefico.

[Immagine in apertura: Installation view of Judd, The Museum of Modern Art, New York, March 1–July 11, 2020. Photo by Jonathan Muzikar © 2020 The Museum of Modern Art]