Non solo Mies van der Rohe: Barcellona celebra Lilly Reich, pioniera del design

10 marzo 2020

Re-enactment_Foto Anna Mas

Se siete tra coloro che non hanno ancora sentito parlare di Lilly Reich, sappiate che oggi è arrivato il momento di rimediare. A venirvi in soccorso è la Fundació Mies van der Rohe di Barcellona, con un progetto espositivo tutto in omaggio alla formidabile quanto poco conosciuta progettista tedesca. Ideata Laura Martínez de Guereñu, la rassegna – dal titolo Re-enactment – offre per la prima volta un’indagine ragionata sulla Reich, ponendo in risalto il suo fondamentale apporto al mondo del design e dell’architettura del primo Novecento.

In particolare, la mostra si sofferma sul ruolo che la stessa ebbe come co-progettista di molte opere del ben più conosciuto Mies van der Rohe, a partire proprio dal Padiglione tedesco, che i due realizzarono insieme nel 1929. Nonostante la struttura costruita in occasione dell’Esposizione Universale sia da sempre attribuita al maestro del Movimento Moderno, un ruolo tutt’altro che secondario venne infatti svolto dalla stessa Reich. La rassegna ricostruisce il profilo della designer, ponendo in parte rimedio alle lacune storiche in merito alla sua attività.

LILLY REICH PIONIERA DEL DESIGN

Aperto fino al 22 marzo ed esito dell’edizione d’esordio del Lilly Reich Grant for Equality in Architecture, il progetto espositivo include una serie di video, fotografie mai prima d’ora esposte, lettere autografe e brevetti parte dei quali salvati dalla stessa Reich dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali.

Allestiti in due teche di vetro, disposte in relazione agli spazi del padiglione, tali documenti esplorano l’eredità della progettista, ribadendo la sua azione fondamentale nei processi di pianificazione dell’edificio spagnolo e degli oggetti in esso presenti (su tutti, la celebre sedia Brno). Un’occasione per scoprire una figura troppo poco nota, e per riflettere sulle tante artiste e progettiste del passato “offuscate” dalla storia.

[Immagine in apertura: Vista dell’allestimento della mostra Re-enactment. Photo Anna Mas]