Le gallerie d’arte diventano virtuali grazie alla piattaforma Vortic

25 marzo 2020

A mockup of the Vortic Curate App showing a VR representation of Grayson Perry's exhibition Super Rich Interior Decoration at Victoria Miro. All works © Grayson Perry, courtesy Victoria Miro. Picture: Vortic

Lo sappiamo bene: la crisi sanitaria di queste settimane ha innescato una inedita “corsa ai ripari” per moltissime gallerie e spazi istituzionali, pronti a cercare soluzioni in grado di “tamponare”, ove possibile, il deficit causato dal blocco di tutte le attività. Tour virtuali e incontri in streaming sono all’ordine del giorno: ma cosa rimarrà di tutto ciò, una volta che questa drammatica esperienza sarà conclusa? Cosa resterà di questa straordinaria sovraesposizione mediatica, e come le gallerie si adatteranno al futuro?

Una nuova piattaforma digitale sembra offrire qualche spunto di riflessione intorno a queste domande. Stiamo parlando di Vortic, il progetto che trasferisce il mondo delle gallerie sul web, permettendo a collezionisti e appassionati di osservare (e acquistare) opere d’arte direttamente dalla propria abitazione.

DAL REALE AL VIRTUALE

Ideata da Oliver Miro – figlio della nota gallerista Victoria Miro –, la piattaforma offre la possibilità di creare spazi virtuali a completa somiglianza delle gallerie reali. Come? Prima di tutto immettendo i dati dello spazio da replicare all’interno del sistema, attraverso l’utilizzo di uno scanner 3D ad alta risoluzione. Le proporzioni, le caratteristiche fisiche della struttura e le opere in essa presenti verranno in questo modo elaborate dall’applicazione, fino a essere “replicate” in realtà aumentata.

L’obiettivo è quello di permettere ai collezionisti di tutto il mondo di ammirare i lavori di una determinata galleria, senza la necessità di recarsi fisicamente sul posto. Le opzioni offerte dalla piattaforma sono in effetti diverse. Le opere potranno essere allestite all’interno di uno spazio virtuale creato ad hoc – attraverso il servizio “Vortic Curate” –, oppure potranno essere collocate all’interno di un generico “white cube” personalizzabile a seconda delle situazioni. Dal canto loro, gli acquirenti avranno la possibilità di “trasportare” le opere di interesse all’interno della loro abitazione, testando su parete l’efficacia o meno dei lavori, prima di procedere all’acquisto.

Frutto di un lavoro di tre anni, Vortic sarà lanciata ufficialmente il prossimo mese. A inaugurare la sua attività, una mostra realizzata dalla David Zwirner gallery e dalla Victoria Miro gallery. Tra gli artisti invitati a esporre le loro opere in realtà aumentata Stan Douglas, Chris Ofili e Alice Neel.

[Immagine in apertura: A mockup of the Vortic Curate App showing a VR representation of Grayson Perry’s exhibition Super Rich Interior Decoration at Victoria Miro. All works © Grayson Perry, courtesy Victoria Miro. Picture: Vortic]