Le cartoline dalla quarantena dei giovani graphic designer

20 marzo 2020

Credit Ambre Carladous

C’è chi è chiuso nel proprio studio a lavorare e chi sta usando questi giorni di “isolamento” domestico per leggere e coltivare tutte quelle passioni per cui normalmente non riusciamo a trovare spazio; ci sono artisti che hanno avviato progetti per coinvolgere la comunità (come nel caso di Matteo Pericoli e le sue Finestre sull’Italia) o chi, semplicemente, non riesce proprio a fare niente, stretto nella morsa dell’ansia, nell’attesa che torni il sereno.

E i giovani designer? Come stanno reagendo alla situazione, e come fare in modo che la loro creatività confluisca all’interno di progetti in grado di parlare al mondo, anche in un periodo così delicato? A chiederselo è stato Giuseppe Liuzzo, coordinatore didattico del Corso Triennale in Graphic Design dello IED di Milano, che ha lanciato ai suoi studenti la “sfida”: realizzare, durante il primo weekend di “reclusione”, una serie di cartoline che sintetizzassero i sentimenti contrastanti della quarantena, le cose non fatte a causa del necessario isolamento, i rapporti intrattenuti dentro e oltre le quattro mura.

Il risultato è Postcards from Quarantine, una collana di quaranta visioni personali in cui ognuno dei partecipanti è riuscito a condensare sensazioni, panorami, azioni casalinghe, e tutto quello che sta caratterizzando la vita dei giovani creativi in queste settimane di solitudine e limitazione delle nostre attività.

VISIONI DEL PRESENTE

Molti studenti sono bloccati in altri Paesi, lontani da Milano e da quella che era o stava diventando la loro vita quotidiana” dice Liuzzo. “Alcuni di loro sono ancora qui in città, lontani dalle famiglie. Le lezioni a distanza che lo IED ha attivato permettono a noi docenti di vederli, di parlare con loro, ma non lasciano tempo per domande frivole che di solito occupano i minuti iniziali e finali delle lezioni, o per i piccoli momenti di dialogo e scambio nei corridoi e nei cortili, che rappresentano una parte importante dell’esperienza formativa. Da qui la chiamata, ampiamente raccolta, a esprimere ciò che la distanza fisica per il momento esclude, attraverso le cartoline dalla quarantena”.

Realizzate attraverso il linguaggio conciso e immediato della comunicazione visiva – in grado di sintetizzare in pochissimi elementi un universo di sentimenti e storie anche complesse –, le immagini diventano una testimonianza reale ed eloquente dei desideri e delle paure dei ragazzi: ironia, romanticismo e senso di appartenenza traspaiono da ognuna di queste visioni, facendoci sentire, in fondo, parte di un mondo più che mai unito e dettato dalle stesse emozioni.

[Immagine in apertura: credit Ambre Carladous]