Le sculture in realtà aumentata di Kaws “invadono” il mondo

18 marzo 2020

 KAWS, Companion Extended - London - Courtesy Acute Art 2020, via Artribune

L’emergenza sanitaria di questi giorni, e la conseguente chiusura della maggior parte delle istituzioni culturali del continente europeo, sta dimostrando la grande forza di volontà e lo spirito di iniziativa di tantissimi musei – pronti a rispondere alla crisi attraverso iniziative dinamiche e intelligenti, tutte chiaramente accomunate dal filo della fruizione digitale.

Ma c’è un aspetto, forse, che andrebbe considerato, e che probabilmente in futuro non potrà che essere messo in discussione alla luce degli eventi recenti. Ovvero la scarsa informatizzazione di tanti luoghi culturali e, in maniera ancora più roboante, la vulnerabilità di quei luoghi fisici che tradizionalmente avevamo considerato i “contenitori” unici delle nostre bellezze artistiche. Come cambieranno, dunque, musei e gallerie quando l’emergenza sarà conclusa? E come cambierà la nostra percezione dello spazio istituzionale classicamente inteso, ora che il tempo ne sta dimostrando tutte le fragilità?

Un contributo – indiretto ma puntuale – alla riflessione arriva oggi da Kaws, pseudonimo dell’artista Brian Donnelly. Noto al pubblico per le sue opere a cavallo tra cultura pop e scultura urbana, l’autore sta catturando l’attenzione dell’opinione pubblica proprio in questi giorni, con un progetto che esplora i confini e le potenzialità della realtà aumentata.

MONUMENTI VIRTUALI

Diffuso in ben dodici città dei sei continenti, il progetto – dal titolo Expanded Holiday – consiste nell’allestimento di una serie di opere d’arte virtuali, fruibili (fino al 26 marzo) attraverso l’applicazione Acute Art – partner dell’iniziativa. Da Hong Kong a Londra, da Melbourne a New York a Seoul, le grandi sculture di Kaws spiccano al centro di un incrocio stradale, sulla punta di un grattacielo o negli spazi interni di una stazione ferroviaria. Si tratta di grandi pupazzoni dall’aspetto “cartoonesco”, in linea con la produzione dell’artista, famoso per i suoi personaggi che richiamano il mondo del fumetto e dell’animazione per bambini.

La particolarità del progetto, tuttavia, risiede proprio nella modalità di fruizione. Le opere non sono infatti visibili al pubblico se non attraverso la speciale applicazione, capace di far apparire l’oggetto in tempo reale sullo schermo del proprio smartphone.

A rendere l’iniziativa ancora più stimolante è la possibilità di acquistare o prendere in prestito uno o più lavori, al punto che ogni utente potrà collezionare o installare virtualmente le sculture in qualsiasi spazio pubblico del mondo. Un progetto fortemente innovativo, insomma, che ha l’obiettivo di esplorare il confine tra mondo fisico e mondo virtuale, offrendo nuovi spunti di riflessione sul futuro del sistema artistico una volta che ci saremo svegliati da questo brutto sogno.

[Immagine in apertura: KAWS, Companion Extended – London – Courtesy Acute Art 2020, via Artribune]