Il Centre Pompidou presenta il suo primo videogioco

26 aprile 2020

Travaux préliminaires en 3D - Prisme7 © Bright & Game in Society

Il videogioco è una delle forme d’arte più recenti nella nostra cultura, eppure
paradossalmente, nessun videogioco fino a ora è mai riuscito a offrire un’esperienza artistica in grado di immergere il giocatore nel mondo dell’arte moderna e contemporanea“. Ad affermarlo è Abdel Bounane, CEO dell’azienda Bright, specializzata in creazioni generative e interattive, e direttore creativo di Prisme7, il primo videogioco targato Centre Pompidou.

Lanciato lo scorso 24 aprile, Prisme7 segna il debutto ufficiale dell’istituzione francese in un settore in continua crescita, nel quale l’Italia si è già fatta strada con alcuni prodotti: da The Medici Game: Murder at Pitti Palace, che conduce i giocatori a Firenze, tra le stanze di Palazzo Pitti e alla scoperta della Grotta del Buontalenti nel giardino di Boboli, a Father&Son del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, disponibile anche in napoletano.

IL CENTRE POMPIDOU SI METTE IN GIOCO

Ma come funziona Prisme7? Sviluppato per un pubblico di adolescenti (a partire dai 12 anni) e adulti, animati dal comune desiderio di approfondire autori, temi e correnti dell’arte moderna e contemporanea, il videogioco punta a far conoscere da vicino alcuni dei capolavori della collezione permanente, sollecitando varie forme di interazione. Disponibile gratuitamente per cellulari e computer, prevede una serie di livelli ‒ Colour and Function; Colour and Systems; Colour and Activism; Colour and Emotion; Colour and Spirituality; Light and Physics; Light and Immersion ‒ che seguono quello introduttivo.

Il giocatore “diventa” un’entità composta da molecole di luce: si tratta di un avatar volutamente neutro, che prende le distanze dai tradizionali alter ego dei videogiochi, come figure umane, animali o soggetti ibridi. Acquisito questo “aspetto”, può intraprendere la sua esplorazione tra 40 opere iconiche. L’itinerario lo condurrà tra mondi virtuali, collezionando sfere rosse (veri e propri “serbatoi di punti”) e acquisendo maggiori informazioni per una più corretta lettura e comprensione delle opere d’arte. Disponibile in inglese e in francese, accessibile in 149 paesi, Prisme7 è stato realizzato grazie a un finanziamento del Ministero per l’istruzione francese.

[Immagine in apertura: Travaux préliminaires en 3D – Prisme7 © Bright & Game in Society]