Londra si prepara a un’estate senza Serpentine Pavilion

25 aprile 2020

Serpentine Pavilion 2020 designed by Counterspace, Design Render, Interior View © Counterspace

Passo indietro della Serpentine Gallery di Londra. Per la prima volta negli ultimi venti anni, il tradizionale appuntamento con il padiglione estivo realizzato nei Kensington Gardens e con il palinsesto di iniziative culturali ospitato al suo interno subirà una battuta d’arresto. Inesorabilmente la crisi conseguente alla pandemia da Coronavirus si abbatte anche sull’istituzione inglese, che tuttavia risponde avviando un significativo ripensamento del format ventennale.

Avviata nel 2000 con Zaha Hadid e proseguita senza sosta a frequenza annuale, in un costante alternarsi tra architetti emergenti e progettisti al culmine della carriera – tra loro, solo per ricordare le figure coinvolte più di recente, Junya Ishigami, Frida Escobedo, Diébédo Francis Kéré e Bjarke Ingels Group –, la formula acquisisce durata biennale. Di conseguenza, l’incarico affidato per il 2020 allo studio sudafricano Counterspace viene esteso anche al 2021.

IL PADIGLIONE SARÀ REALIZZATO NELL’ESTATE 2021 

Ma cosa cambia, dunque, nella sostanza? Il padiglione progettato dalle architette Amina Kaskar, Sumayya Vally e Sarah de Villiers, classe 1990, non verrà costruito nelle prossime settimane: la sua apertura al pubblico è stata posticipata al 2021. Come ha precisato l’architetto David Adjaye OBE – Serpentine Galleries Trustee e Serpentine Pavilion Advisor –, “la crisi globale COVID-19 ha cambiato il contesto immediato. Invece di affrettarci nella realizzazione del progetto di Counterspace, non appena sarebbe stato sicuro farlo, Serpentine ha scelto di accettare la lentezza che sta rimodellando la società di oggi e di utilizzarla per sviluppare un rapporto più profondo con gli architetti.”

L’istituzione intende provare a “mettere a frutto” questa sospensione, interpretandola come “un’opportunità importante affinché il padiglione costituisca una sorta di ponte tra due sponde di questa fase storica“, ha indicato ancora Adjaye. A fargli eco, Sumayya Vally di Counterspace, l’architetta a capo del progetto, che in una dichiarazione ha sottolineato come l’emergenza stia alimentando un significativo ripensamento dei luoghi fin qui destinati allo scambio, all’incontro, alla socialità: gli stessi che in questo momento ci mancano. Sebbene non siano ancora stati resi noti i dettagli, si apprende intanto che nel 2020 lo studio collaborerà con Serpentine a una serie di progetti di ricerca (non solo) digitali. In attesa del 2021…

[Immagine in apertura: Serpentine Pavilion 2020 designed by Counterspace, Design Render, Interior View © Counterspace]