Un libro dedicato alle vecchie schede perforate, antesignane del computer

20 aprile 2020

Print Punch. Artefacts From The Punch Card Era courtesy CentreCentre

Ci sono oggetti del passato che continuano a esercitare un grande fascino sul nostro immaginario, imponendosi come frammenti di un mondo che ormai sembra distante. Tra questi ci sono le schede perforate: supporti di immagazzinamento dei dati realizzati tramite “bigliettoni” di cartoncino leggero.

Usate per quasi un secolo, dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento, queste “antenate” dei moderni computer vengono oggi raccolte all’interno di un nuovo, curioso volume – dal titolo Print Punch. Artefacts From The Punch Card Era: un archivio di immagini a colori che ripercorre la storia, l’utilità (e nondimeno l’estetica) di queste “memorie dati” ormai divenute obsolete.

FRAMMENTI DEL PASSATO

Curato da CentreCentre – la piccola casa editrice britannica sempre molto attenta a materiali d’epoca ed “ephimera” del passato – il libro presenta circa duecento immagini di schede perforate, accompagnate da fotografie di archivi (luoghi fisici in cui per la prima volta informatica e mondo umano venivano a contatto). Completano la lunga (e romantica) sessione visuale i testi critici di Steven E. Jones, docente e ricercatore di informatica umanistica e dell’esperta di information design Sandra Rendgen.

[Immagine in apertura: Courtesy CentreCentre]