Magazzino Italian Art dà voce agli artisti in quarantena oltreoceano

6 aprile 2020

una installation view di Magazzino Italian Art, photo Marco Anelli

Come fanno gli artisti a dare sfogo alla loro creatività durante queste settimane di lockdown? E quali sono i materiali a cui fanno ricorso, per sopperire all’assenza di rifornitori e negozi aperti in città? Sono queste alcune tra le domande dietro il nuovo programma online di Magazzino Italian Art, lo spazio espositivo nato nel 2017 a New York grazie alla volontà dei collezionisti Giorgio Spanu e Nancy Olnick.

Dedicato prevalentemente all’arte italiana del secondo dopoguerra – con una collezione di oltre cinquecento capolavori per lo più relativi al movimento dell’Arte Povera –, Magazzino ha infatti deciso di spostare online la sua programmazione, trasferendo su Internet e sui propri canali social una ricca serie di iniziative. Una decisione, insomma, in linea con quanto intrapreso da molte altre istituzioni su scala globale, che hanno scelto il web come unico strumento di contatto con il proprio pubblico, chiuso in casa a causa dell’emergenza sanitaria.

LE INIZIATIVE DI MAGAZZINO ITALIAN ART

Attraverso lezioni, live streaming con artisti, filmati inediti e playlist musicali dedicate alla canzone d’autore italiana, Magazzino da casa – questo il titolo del vasto programma – terrà compagnia agli appassionati d’arte, soprattutto a quelli che, oltreoceano, nutrono interesse verso la nostra cultura.

Ma a occupare la parte principale dell’intero calendario di eventi sarà il progetto Homemade, grazie al coinvolgimento di otto artisti italiani residenti a New York. Invitati da Magazzino, i partecipanti – Alessandro Teoldi, Andrea Mastrovito, Beatrice Scaccia, Danilo Correale, Davide Balliano, Francesco Simeti, Luisa Rabbia e Maria Domenica Rapicavoli – saranno chiamati a realizzare le proprie opere “in casa” attraverso l’impiego dei soli materiali a disposizione. Il processo creativo dei singoli autori verrà documentato e condiviso sui canale Instagram del museo, per poi culminare in una presentazione finale delle opere prodotte, una volta riaperto lo spazio espositivo.

[Immagine in apertura: una installation view di Magazzino Italian Art, photo Marco Anelli]