Orbiting, la nuova installazione fluttuante sulla storia dell’umanità

23 aprile 2020

Orbiting, installation in motion, february 2020, credit Joseph Kennedy

Una sorta di carosello onirico sospeso nell’aria, con oggetti di ogni natura che girano in maniera circolare formando un’orbita immaginifica e surreale. È questo l’aspetto di Orbiting, la nuova installazione sperimentale alla quale stanno lavorando in queste settimane artisti e scienziati del CAST – Center for Art, Science and Technology del Massachusetts Institute of Technology.

Realizzato grazie alla sinergia tra l’artista e compositore Thom Kubli, l’ingegnere informatico Hiroshi Ishii e il Tangible Media Group, il progetto – attualmente in fase di implementazione – si presenta come una sfida alla gravità. Riportando alla memoria le “macchine delle meraviglie” di Leonardo da Vinci, l’installazione presenta piccole sculture a forma di satelliti, di opere d’arte e di architettura e di oggetti quotidiani simbolo della storia dell’umanità: tutti capaci di “galleggiare” nell’aria. Una sorta di Wunderkammer moderna, insomma, in grado di fluttuare sopra le nostre teste.

COREOGRAFIE FLUTTUANTI

Creati con materiali ultraleggeri grazie all’utilizzo di una stampante 3D, e iniettati di elio al loro interno, gli oggetti – tra gli altri una scultura di Constantin Brâncuși, una navicella stellare in miniatura di Star Trek e il primo computer Commodore – vengono innalzati verso il soffitto, partecipando a una serie di movimenti circolari innescati dal flusso termico dell’aria. Il risultato è una coreografia “celeste”, dove i singoli elementi rappresentano frammenti di un universo in continua evoluzione.

L’obiettivo dell’intera iniziativa è quello di valicare i limiti fisici degli oggetti, ricercando materiali sempre più sofisticati e leggeri. Ma, soprattutto, la volontà è quella di superare i confini tra arte e scienza, portando l’osservatore a una fruizione non tradizionale dello spazio e dell’elemento artistico.

[Immagine in apertura: Orbiting, installation in motion, february 2020, credit Joseph Kennedy]