Da Louise Bourgeois a Frida Kahlo: la maternità secondo le artiste

10 maggio 2020

Mary Cassatt, Mother's Kiss, 1890-1891; drypoint and aquatint on paper, 13 3/4 x 9 in.; National Museum of Women in the Arts, Gift of John and Linda Comstock in loving memory of Abigail Pearson Van Vleck; Photo by Lee Stalsworth

Negli Stati Uniti l’idea del Mother’s Day, la ricorrenza in omaggio alla figura materna, si deve ad Anna Maria Jarvis. Vissuta tra il 1864 e il 1948 e nona di undici fratelli, Jarvis trascorse gran parte della propria esistenza accanto alla madre, Ann Reeves Jarvis, un’attivista sociale che conobbe sulla propria pelle il dramma della perdita di sette dei suoi bambini, tutti in tenera età. A tre anni dalla sua scomparsa, Anna Maria Jarvis organizzò una giornata per onorarne la memoria, destinata a ispirare la celebrazione che nel 1914 sarebbe diventata festa ufficiale negli USA.

Il percorso umano di Anna Maria Jarvis ha incoraggiato il National Museum of Women in the Arts (NMWA) di Washington a sviluppare un progetto che, attraverso i linguaggi dell’arte, intende offrire una definizione più ampia e complessa del concetto di maternità: un’occasione per scardinare preconcetti, superare dicotomie e raccontare esperienze di artiste che possono rappresentare un’ispirazione e un riferimento anche per le donne di oggi. “Mentre ci fermiamo a riflettere e ad apprezzare le madri nelle nostre vite o nei nostri ricordi, trovo che le rappresentazioni artistiche a loro dedicate siano un accompagnamento perfetto. Sia che si celebrino madri, nonne, zie, prozie, madrine, mentori o amiche, invitiamo tutti a unirsi a noi online”, ha dichiarato Susan Fisher Sterling, direttrice del NMWA.

LE ARTISTE

Il progetto ha una dimensione digitale e, accendendo i riflettori sulle opere e sui profili di cinque artiste – Mary Cassatt, Lola Álvarez Bravo, Suzanne Valadon, Elizabeth Catlett, Louise Bourgeois –, indica varie prospettive sul tema della maternità. La perdita della madre, avvenuta quando era poco più che ventenne, ha segnato la carriera dell’artista franco-americana Bourgeois, che ha indagato lungamente il concetto di presenza-assenza nelle monumentali sculture raffiguranti ragni. A diciotto anni, la pittrice e modella francese Suzanne Valadon era una mamma single: fu sua madre ad aiutarla. Il ricordo del passaggio dall’infanzia all’adolescenza verso la vita adulta è fissato nell’opera The Abandoned Doll, del 1921.

L’iniziativa ci introduce nel mondo della pittrice americana e attivista per i diritti delle donne Mary Cassatt, nota tanto per le sue raffigurazioni di maternità, quanto per l’avversione al matrimonio, ritenuto incompatibile con la carriera artistica. Tra le prime fotografe professioniste del Messico, Lola Álvarez Bravo ha documentato la quotidianità della sua terra, cogliendo l’università di alcuni sentimenti, tra cui quello materno. Le tensioni psicologiche tra madre e figli e la potenza della figura materna sono state spesso al centro del lavoro dell’artista afroamericana Elizabeth Catlett. A queste cinque narrazioni va a sommarsi uno speciale progetto dedicato a Frida Kahlo. Si tratta della mostra online Mamacita Linda: Letters between Frida Kahlo and her Mother, esito della collaborazione tra il NMWA e Google Arts and Culture. Accedendo alla piattaforma è possibile consultare lettere e visionare documenti fotografici che ricostruiscono il rapporto tra l’artista e sua madre, Matilde Calderón de Kahlo.

[Immagine in apertura: Mother’s Kiss 2006.46. Mary Cassatt, Mother’s Kiss, 1890-1891; Drypoint and aquatint on paper, 13 3/4 x 9 in.; National Museum of Women in the Arts, Gift of John and Linda Comstock in loving memory of Abigail Pearson Van Vleck; Photo by Lee Stalsworth. Photographer: Lee Stalsworth]