La storia (e il libro) dietro il misterioso taccuino di Dora Maar

16 maggio 2020

Maar Dora (dite), Markovitch Henriette Dora (1907-1997). Paris, Centre Pompidou - Musée national d'art moderne - Centre de création industrielle. AM2004-0164(48).

Una coincidenza, una bellissima fatalità, un colpo di fortuna. Di certo l’acquisto – casuale – dell’agenda personale di Dora Maar da parte di una giornalista francese ha tutte le premesse per sembrare una performance surrealista, assolutamente in linea con l’anima creativa dei protagonisti coinvolti in questa assurda storia.

Partiamo dall’inizio: Brigitte Benkemoun, scrittrice e giornalista con base a Parigi, decide di acquistare su eBay un’agenda di un noto brand francese da regalare a suo marito. Nella sua presentazione online il quadernino appare elegante e funzionale: rivestito in pelle, con una disposizione delle pagine in ordine alfabetico, e una velatura vintage che gli dona un irresistibile tocco romantico. Detto fatto, il taccuino viene acquistato e spedito all’indirizzo nel giro di pochi giorni.

LA CURIOSA SCOPERTA

All’arrivo del pacco, e dopo averne aperto il contenuto, qualcosa di strano appare però agli occhi dell’acquirente. Le pagine dell’agenda, tutt’altro che bianche, riportano infatti una lunga lista di indirizzi e numeri di telefono. Curiosa di conoscere il contenuto del misterioso quaderno, Benkemoun decide di indagare. Ecco allora che i primi nomi saltano fuori: Brassaï, André Breton, Jean Cocteau. E poi ancora Balthus, Paul Éluard, Jacqueline Lamba. L’enigma è in breve risolto: quel blocchetto, acquistato per pochi euro online, si rivela essere una straordinaria testimonianza sulle vite private di alcuni tra gli artisti e gli intellettuali più rilevanti delle avanguardie del secolo scorso, vissuti a Parigi in pieno clima surrealista.

Ma a chi era appartenuta l’agenda? Di chi era la mano dietro quella grafia? Bastano pochi indizi per risalire alla fonte. Il taccuino era infatti appartenuto a Dora Maar – musa di Picasso, ma soprattutto fotografa e pittrice tra le più brillanti della sua generazione. Amici, amanti e colleghi della donna appaiono debitamente elencati tra le pagine del piccolo volume (risalente al 1951), definendo nell’insieme uno straordinario puzzle di elementi che ricompongono, pezzo per pezzo, la vita, gli interessi e l’attività dell’artista francese.

DAL RITROVAMENTO AL LIBRO

Parte da questa straordinaria scoperta il libro Finding Dora Maar: An Artist, An Address Book, A Life, recentemente uscito per la Getty Publications. Disponibile per ora soltanto in lingua inglese, il volume riassume – nelle sue 216 pagine – l’intera vicenda della scoperta dell’agenda, ma soprattutto un’attenta analisi del suo contenuto. Nei due anni successivi al ritrovamento del quaderno, Brigitte Benkemoun ha infatti deciso di scoprire le connessioni nascoste tra la Maar e i protagonisti menzionati nelle pagine del quadernino, portando alla luce dettagli appassionanti su questa enigmatica figura.

Il risultato è una scansione di tasselli privati che si compongono: nomi di strade, luoghi frequentati da Dora Maar, ma soprattutto le vite dei grandi artisti che a lei si sono intrecciati: dal primo amore Louis Chavance a Pablo Picasso. Un universo intimo e privato finemente ricamato dall’autrice del volume.

[Immagine in apertura: Ritratto di Dora Maar. Unknown maker, Untitled (Dora Maar Playing the Guitar on a Terrace with the Eiffel Tower in the Background), c. 1926. © 2020 Artists Rights Society (ARS), New York / ADAGP, Paris. Digital image © CNAC/MNAM/Georges Meguerditchian/Dist. RMN-Grand Palais / Art Resource, NY]