400 fotografe unite per raccontare la quarantena

7 maggio 2020

María Gutierrez (@maru.gut) is a freelance photographer based in Argentina. Since the second day of the quarantine I live with a strong contracture in my body. I made this self-portrait while I was taking a hot shower to calm the pain. From this body ache that I am feeling, I´m doing these photos.

The Journal è un progetto trasversale. Nata come un esperimento per indagare i confini della fotografia in queste settimane di lockdown, l’operazione si è trasformata presto in una investigazione sul ruolo delle donne nella nostra società, sulle condizioni lavorative di molte professioniste della cultura, e non ultimo sul valore della connettività e della socialità in un periodo di distanza e isolamento come quello che stiamo attraversando.

Ideato da Women Photograph – l’organizzazione fondata dalla fotoreporter Daniella Zalcman nel 2017 per combattere la discriminazione nei confronti delle donne nel campo della fotografia e dell’editoria –, il progetto raccoglie gli scatti di oltre quattrocento partecipanti che hanno deciso di mettere a disposizione la loro esperienza rispondendo a una call internazionale: una “chiamata” che aveva come obiettivo quello di raccogliere testimonianze sulla sfera privata delle donne-fotografe di tutto mondo, sui loro affetti, le loro paure e più in generale sulle loro risposte (anche dal punto di vista professionale) alla pandemia.

Pur non conoscendosi personalmente, e provenienti da ottanta Paesi diversi, le artiste sono state suddivise in 45 gruppi di otto o dieci fotografe ciascuno. A ogni gruppo è stato assegnato un tema da approfondire in totale libertà, fino a dar vita a una serie di narrazioni frutto del dialogo, della interazione e degli stimoli suscitati dal confronto tra queste creative.

SFERA PRIVATA E UNIVERSALE

Ecco allora gli sguardi introspettivi dell’americana Jessica Pons, o gli autoritratti giocosi della fotografa berlinese Karolin Klüppel; e poi ancora il peso della solitudine negli scatti di Marjan Yazdi e della canadese Laurence Philomene. Ognuna delle opere volge l’obiettivo verso una intimità che reclama attenzione, definendo nell’insieme un quadro fedele e variegato sul periodo di quarantena raccontato attraverso la sensibilità femminile. Ma, soprattutto, il progetto dimostra la malleabilità di molte di queste protagoniste, e la capacità di adattamento anche alle condizioni professionali più ostili.

Le immagini del progetto – selezionate e curate da Charlotte Schmitz e Hannah Yoon – sono attualmente visibili sulla pagina Instagram e sul sito web di The Journal. La speranza per il futuro è quella di raccogliere i risultati di questa esperienza all’interno di una mostra e di una pubblicazione, offrendo ulteriore stimolo per una riflessione sulle disparità e sul ruolo della donna nel mondo della fotografia e della creatività contemporanea.

[Immagine in apertura: María Gutierrez (@maru.gut) is a freelance photographer based in Argentina. Since the second day of the quarantine I live with a strong contracture in my body. I made this self-portrait while I was taking a hot shower to calm the pain. From this body ache that I am feeling, I’m doing these photos]