Il secondo (imperdibile) volume de I gatti del Louvre

3 maggio 2020

Taiyo Matsumoto, I gatti del Louvre

All’uscita del primo volume de I gatti del Louvre non ci eravamo risparmiati, definendo il libro uno dei manga più originali dell’ultimo decennio. Un’opera affascinante e surreale, che trova oggi giusto seguito nel secondo (e ultimo) episodio della serie.

Pubblicato dalla casa editrice J-POP Manga, il libro porta a compimento quanto avviato nel primo racconto. Siamo a Parigi, nel museo più famoso del mondo. È qui che, tra un’opera di David e un dipinto di Leonardo, si trova una banda di gatti randagi – ognuno con le sue caratteristiche, ognuno con la sua personalità. I felini vivono nascosti nella mansarda del Louvre, bazzicando tra le sale dell’istituzione non appena le luci si spengono: senza visitatori né comitive di turisti, sono loro i padroni della “piramide di vetro”.

UNA FAVOLA MODERNA

Ma non è tutto. Le bizzarre vicende dei mici, liberi di camminare fra sculture e capolavori della collezione, si intrecciano presto a quelle di un essere umano speciale: si tratta di Marcel, il taciturno guardiano notturno da anni (o forse secoli) in cerca della sua sorellina, scomparsa in tenera età proprio durante una visita al museo. Che la piccola si trovi all’interno di uno dei dipinti?, si chiede l’uomo; che abbia deciso di voltare le spalle alla vita per cercare rifugio nella storia di un quadro?

Disegnata con assoluta dolcezza e maestria da Taiyo Matsumoto – già autore di manga tra i più rappresentativi della scena contemporanea come Go Go Monster e Sunny –, la storia si muove nei territori della favola. Il senso dell’attesa, il peso del silenzio (e di tutto quello che ci portiamo dentro senza dargli un nome) trovano forma nei pastelli e negli acquerelli dell’artista, capace di “coccolare” il lettore dall’inizio alla fine. Fatevi un favore, regalatevi questi due libri. Non abbiate timore di sognare.