Da vagabondo a scrittore: la vita di George Orwell diventa un fumetto

15 maggio 2020

Orwell, L'Ippocampo, courtesy l'editore

Dopo averne rimandato l’uscita a causa dell’emergenza sanitaria, la casa editrice L’Ippocampo può finalmente sfoderare una delle uscite più attese della stagione. Stiamo parlando di Orwell, una raffinatissima biografia a fumetti dell’autore britannico, scritta e disegnata da Pierre Christin e Sébastien Verdier – maestri della letteratura a balloon francese.

UNA BIOGRAFIA DISEGNATA

Ispirato al celebre saggio di Christopher Hitchens intitolato Why Orwell Matters, il libro (nell’immagine in apertura, courtesy l’editore) sintetizza in maniera esemplare le tappe essenziali dell’esperienza professionale e del percorso umano dello scrittore: dalla nascita in India nel 1903 alla borsa di studio a Eton, dagli incontri con figure importanti come la giovane Jacintha fino ai primi (traballanti) passi nel mondo dell’editoria – con una serie di manoscritti puntualmente respinti dalle case editrici del tempo. E poi ancora la vita da vagabondo squattrinato tra Londra e Parigi, i combattimenti in Spagna durante la Guerra Civile e finalmente la consacrazione con romanzi ritenuti immancabili in ogni libreria che si rispetti: su tutti 1984 e La fattoria degli animali.

Scandite in ordine cronologico, le tappe biografiche sono espresse con ordine e minuzia dai disegni eleganti di Verdier, tutti in bianco e nero, e solo occasionalmente interrotti da puntuali giochi di colore – episodi a pastello o acquerello che ravvivano oggetti e momenti simbolici della storia. A impreziosire il tutto, una serie di interventi di disegnatori amici come André Juillard, Olivier Balez, Manu Larcenet ed Enki Bilal, chiamati a offrire il loro contributo spezzando il respiro e lo stile della narrazione e dando vita a un eccellente mosaico di voci multiple.